“Nell’area del Mugello i terremoti possono avere magnitudo piu’ alte di 4.5“. E’ quanto riferito all’AGI da Andrea Billi, geologo e direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche. “In passato, sono stato documentati almeno due eventi principali nella stessa area. Uno risale al 1952, che pare abbia causato molti danni e forse centinaia di morti. L’altro – prosegue – e’ l’evento sismico del 1919: una scossa di magnitudo 6.2 ha causato centinaia di morti e feriti, oltre che parecchi danni“.

“L’Appennino – spiega Billi – e’ sottoposto a una trazione orizzontale, una forza che tende a creare fratture come e’ successo ad Amatrice e a L’Aquila. Sappiamo che ci sono all’incirca 2 faglie sismogeniche: una e’ situata dove e’ avvenuto quest’ultimo sisma, tra Scarperia e Barberino, l’altra si trova più a Sud Est. Entrambe sono faglie lunghe circa 10 chilometri“. Ancora non è chiaro quale sia esattamente il coinvolgimento di queste faglie nel terremoto della scorsa notte. Né possiamo sapere se la scossa di magnitudo 4.5 sia la più alta di questa sequenza sismica in atto. “Non possiamo sapere se ci saranno scosse di magnitudo più elevate“, precisa Billi. “Non abbiamo gli strumenti che ci consentano di escludere un sisma altrettanto oppure più forte. Quello che però possiamo aspettarci – conclude – sono una serie di numerose repliche di magnitudo bassa, come quelle che stanno avvenendo proprio in queste ore“.