L’EMA ha riesaminato il rapporto beneficio/rischio del farmaco Lemtrada, sul quale già lo scorso novembre si erano accesi i riflettori per via di alcune gravi controindicazioni riscontrate. Alla luce delle nuove evidenze di reazioni avverse gravi, a volte fatali, riportate nell’uso post-marketing si è proceduto al riesame del farmaco, con principio attivo alemtuzumab. LEMTRADA è indicato per i pazienti adulti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) con
malattia attiva definita clinicamente o attraverso le immagini di risonanza magnetica.

La revisione di EMA ha concluso che è necessario limitare l’indicazione terapeutica di Lemtrada e introdurre nuove controindicazioni e misure di minimizzazione del rischio. L’impiego di Lemtrada è risultato associato al rischio di reazioni avverse gravi, a volte fatali. Sono state introdotte nuove limitazioni all’utilizzo come di seguito riportato:
LEMTRADA è indicato come singola terapia modificante la malattia in adulti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) altamente attiva per i seguenti gruppi di pazienti:
- Pazienti con malattia altamente attiva nonostante un ciclo completo e adeguato di trattamento con almeno una terapia modificante la malattia (DMT)
- Pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente severa in rapida evoluzione, definita da 2 o più recidive disabilitanti in un anno e con 1 o più lesioni captanti gadolinio alla RM cerebrale o con un aumento significativo del carico lesionale in T2 rispetto a una RM precedente recente.
- Pazienti con infezione acuta grave fino a completa risoluzione;
- Pazienti con ipertensione non controllata;
- Pazienti con anamnesi di dissezione arteriosa delle arterie cervico-cefaliche;
- Pazienti con anamnesi di ictus;
- Pazienti con anamnesi di angina pectoris o infarto miocardico;
- Pazienti con coagulopatia nota, soggetti a terapia antipiastrinica o anticoagulante;
- Pazienti con altre patologie autoimmuni concomitanti (oltre alla SM).
Lemtrada deve essere somministrato solo in ambiente ospedaliero con possibilità di accesso immediato a terapia intensiva, poiché possono verificarsi reazioni gravi come ischemia miocardica o infarto del miocardio, emorragia cerebrale o emorragia polmonare che possono verificarsi durante o subito dopo l’infusione. I pazienti devono essere attentamente monitorati e devono essere invitati a contattare il proprio medico nel caso in cui qualsiasi segno o sintomo di reazioni gravi si dovesse manifestare poco dopo l’infusione. I pazienti devono essere monitorati per disturbi autoimmuni per almeno 48 mesi dopo l’ultima infusione e devono essere informati che questi disturbi possono verificarsi anche oltre 48 mesi dall’ultima infusione.
