Previsioni Meteo – Che questa stagione invernale si ponga piuttosto particolare in termini evolutivi è oramai sotto gli occhi di tutti. Si stanno registrando, sostanzialmente, delle anomalie persistenti e di segno opposto a scala emisferica con poca mobilità. Su alcune aree è in atto un inverno cruento, freddissimo all’insegna di nevicate pesanti, vedasi molti settori del Nord America, su altre, invece, sono stagnanti condizioni anticicloniche con tempo stabile e caldo fuori dal normale, vedasi settore europeo orientale e Russia. Non tutto però in natura dura in eterno e, soprattutto, quel che segue potrebbe essere frutto di ciò che è stato. Nella sostanza, quanto accadrà il cambiamento (perché accadrà per ragioni termiche, in quanto l’insistenza di determinati pattern barici determina inevitabilmente un esaurimento di energia da una parte e un accumulo di energia da un’altra al punto da invertire i contrasti e la circolazione) esso potrebbe essere anche drastico e di forte impatto. E sentori nel senso di un cambiamento iniziano a esserci in maniera piuttosto palese nei forecasts. Dalla stratosfera, giungono segnali di un possibile stravolgimento dei pattern barici a scala emisferica.
I venti zonali stratosferici, su cui avevamo posto l’attenzione già un po’ di giorni fa, sono confermati in palese e netto calo fino alla soglia dell’azzeramento nel corso della seconda settimana di febbraio. Per di più, sempre verso la seconda settimana di febbraio, inizia a palesarsi un trasporto di energia e di calore dai settori troposferici verso la stratosfera, abbastanza significativo con chiara divergenza, a iniziare già nel corso della prima settimana di febbraio, dei vettori indicanti i flussi verso il Polo, prima immagine. Tutti segnali di palesi disturbi delle sezioni medio-alte del Vortice Polare, la cui perdita di forze, visibile in tutti forecasts strato, darebbe senz’altro una svolta alla staticità attuale, vista anche una troposfera termicamente sempre pronta per una svolta invernale.
E difatti, uno studio più approfondito su quello che potrebbe essere la disposizione assiale del Vortice Polare proprio a partire dalla seconda settimana di febbraio, evidenzia come esso sia piuttosto predisponente a una rotazione di asse dai settori Canadesi e nordatlantici verso i comparti europei.
