Non c’è nessun allarme di un’epidemia globale, né della diffusione di una ‘nuova’ Sars per la misteriosa polmonite che ha colpito una sessantina di persone e che ha già fatto registrare un decesso a Wuhan, località della Cina. A rassicurare è Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità (Iss). “Gli scienziati cinesi hanno identificato un coronavirus, patogeno della stessa famiglia della Sars (sindrome respiratoria acuta), all’origine dei casi. Ma questo non significa che possa rappresentare lo stesso tipo di pericolo“, spiega l’esperto all’Adnkronos Salute. “I coronavirus, negli animali – continua Rezza – sono moltissimi. Per gli esseri umani ne conoscevamo due o tre forme che danno, essenzialmente, raffreddori e qualche polmonite“. Poi arrivò la Sars, un coronavirus dei grandi pipistrelli asiatici, che, fra 2002 e 2003, infettando l’uomo, provocò un’epidemia e uccise oltre 700 persone. “Abbiamo poi avuto la Mers (sindrome respiratoria mediorientale, virus dei cammelli), pericolosa ma di difficile diffusione, attiva da una decina d’anni ma rimasta confinata quasi esclusivamente nella penisola arabica“.
