Un articolo della rivista The Lancet ha ricostruito la storia della trasmissione del virus 2019 n-CoV all’interno di un piccolo gruppo di sei individui (cinque dei quali della stessa famiglia) e indica come i tempi di incubazione possano variare da individuo a individuo, evidenziando il caso del bambino di dieci anni portatore del virus pur non mostrando alcun sintomo. L’articolo, firmato da microbiologi e infettivologi dell’università di Shenzen coordinati da Jasper Fuk-Woo Chan e citato dal medico Roberto Burioni, suggerisce che “la trasmissione del Virus 2019 n-CoV da persona a persona è possibile, così come la diffusione in altre città per mezzo dei voli aerei“.

L’articolo ricostruisce il viaggio a Whuan di sei persone di Shenzhen nel periodo compreso fra il 29 dicembre e il 4 gennaio, proprio nei giorni in cui è stato annunciato il primo caso di polmonite legata al nuovo virus. Un membro della famiglia ha contratto l’infezione dopo essere stato in contatto con quattro dei familiari. Durante il viaggio a Whuan nessuno dei sei aveva visitato il mercato di animali dal quale sembra essersi diffusa l’infezione, mentre due erano andati nell’ospedale della città. Al loro ritorno a Shenzen sono stati ricoverati nell’ospedale della città: sei avevano sintomi da 6-10 giorni e i più gravi avevano più di 60 anni, mentre un bambino di dieci anni non aveva sintomi. Gli autori della ricerca hanno raccolto dai sei pazienti tutti i dati utili per avere il quadro più completo possibile del comportamento del virus, i sintomi che può dare, i tempi di incubazione e la mappa genetica.
Virus Cina, Capua: “Si comporta come gli altri”
Quello che emerge, ha spiegato l’esperta, è che “anche il Virus 2019 n-CoV, come tutti, ha un periodo di incubazione variabile“, è il periodo “che va dall’infezione alla comparsa dei sintomi e nel quale il soggetto è quindi contagioso, come succede per altre malattie infettive, come influenza e morbillo”. L’importanza dell’articolo pubblicato su The Lancet, prosegue Capua, sta nel fatto che “è la fotografia di una microepidemia“, un vero “tesoretto di informazioni per la comunità scientifica internazionale, dal quale raccogliere dati che servono a costruire i modelli”.
