È iniziata nella stazione italo-francese “Concordia”, che si trova a oltre 3mila metri sul plateau antartico, la 16a campagna invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca e attuato dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico e dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle spedizioni. Per i prossimi otto mesi, 12 persone, 5 italiani in forza al PNRA, 6 francesi dell’Istituto polare francese “Paul Emile Victor” (IPEV) e 1 medico olandese dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rimarranno, in totale isolamento, per mantenere attive le attrezzature sperimentali e per il proseguimento dei lavori di ricerca in corso dei programmi antartici francese ed italiano che riguardano studi di glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, di astrofisica, di astronomia e di geofisica. Nell’ambito degli studi scientifici sull’adattamento umano in ambiente estremo proseguiranno i progetti della European Space Agency (ESA).

Nel corso di questa campagna estiva sono state condotte attività di ricerca in diversi ambiti scientifici, per un totale di 42 progetti riguardanti le scienze della vita, della Terra, dell’atmosfera e dello spazio. I dati raccolti in Antartide saranno elaborati nei prossimi mesi presso i laboratori italiani che hanno preso parte ai progetti.
I trasferimenti aerei intercontinentali per il trasporto di persone e materiali dalla Nuova Zelanda all’Antartide sono stati effettuati dall’Aeronautica Militare. È stato anche il primo anno nel Mare di Ross per la nuova nave rompighiaccio italiana “Laura Bassi” dell’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) che in due viaggi, oltre al supporto logistico, ha effettuato una campagna oceanografica raggiungendo il punto più a Sud della Terra mai toccato da una nave italiana.