Un moderno impianto per l’utilizzo delle acque reflue a scopo rurale è stato inaugurato nel comune di San Vincenzo, in provincia di Livorno: si chiama “Guardamare” ed è dotato di un impianto terziario, che consentirà di disporre di acque reflue, specificamente trattate, da destinare a fini irrigui.
Il sistema di trattamento terziario consiste in uno speciale filtro a dischi, in un sistema di dosaggio di acido paracetico ed in una disinfezione “in continuo” attraverso raggi ultravioletti.
Le acque trattate, inoltre, non vengono inviate direttamente all’utilizzo irriguo, ma sono miscelate, con apporti idrici da bacini e canali naturali, all’interno del lago del Molino a Venturina Terme; vengono così diluite prima di essere riutilizzate nel sistema di distribuzione irriguo, gestito dal Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa, nel comune di Campiglia Marittima, a servizio di un’area, dove si producono soprattutto ortaggi D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) come pomodori, meloni, cocomeri, spinaci, carciofi, patate, bietole.

“L’impianto modello inaugurato in Toscana, grazie agli investimenti della Regione Toscana e della locale Azienda Servizi Ambientali, esalta il concetto di consumo sostenibile dell’acqua in un territorio idroesigente, quale la Val di Cornia, esempio dei molteplici interessi, che oggi gravano sull’utilizzo della risorsa idrica: agricoli, industriali e turistici – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – E’ però anche la testimonianza di come l’esperienza idraulica dei Consorzi di bonifica possa essere al servizio dell’ambiente in una logica di sostenibilità ed economia agricola. Resta la necessità che il Parlamento assuma la Direttiva europea sull’utilizzo delle acque reflue, superando resistenze culturali, causa prima delle inadempienze, che pongono il nostro Paese in infrazione comunitaria.”
