Durerà due anni il viaggio verso il Sole della sonda ESA Solar Orbiter partita da Cape Canaveral questa mattina. Si avvicinerà come nessuno ha mai fatto prima alla nostra stella, rivelandoci segreti e informazioni che ci faranno capire il suo comportamento anche in relazione ai cambiamenti climatici che stanno avvenendo sul nostro pianeta. Questi studi saranno possibili grazie anche al contributo dell’Italia. Fanno parte dei dieci strumenti previsti dalla missione il coronografo Metis realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e con il CNR, diverse università italiane e istituti di ricerca sparsi in tutto il mondo, la DPU (Data Processing Unit) di SWA (Solar Wind Analyser) e il software di STIX (Spectrometer/Telescope for Imaging X-rays) rilevatore di raggi X.
“Solar Orbiter è una missione molto importante e molto attesa, con un notevole contributo italiano che vede il coordinamento scientifico in capo all’INAF” aggiunge Nichi D’Amico, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “Le accurate informazioni che raccoglierà sulla nostra stella rappresentano un tassello di rilievo nell’ambito delle attività per lo studio e il monitoraggio dello space weather – il tempo meteorologico dello spazio – che stiamo potenziando e mettendo a sistema”.
Metis che ha un design innovativo, occulterà il disco solare per produrre un’eclissi artificiale, un po’ come fa la Luna quando si frappone tra noi e la nostra stella. Il coronografo che prende il nome dalla mitologia greca, utilizzerà un occultatore esterno per studiare le regioni coronali dove si genera il vento solare con osservazioni sia in luce visibile che ultravioletta. Il coronografo è stato progettato da un team di scienziati italiani provenienti da INAF, università e CNR (Principal Investigator è Marco Romoli, dell’Università di Firenze) e realizzato dalla OHB Italia (Milano) e dalla Thales-Alenia Space Italy (Torino) con la costruzione dei rivelatori da parte del Max Planck Institute (Germania) e degli specchi da parte dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.
L’altro contributo italiano agli strumenti del Solar Orbiter è lo sviluppo del software per STIX, Il telescopio che osserverà il Sole nella banda X per lo studio dei brillamenti solari definendo l’algoritmo per la ricostruzione delle immagini. STIX è stato sviluppato e costruito presso l’Università di Scienze Applicate della Svizzera nordoccidentale, FHNW. Co-investigator italiani sono Michele Piana e Anna Maria Massone del Dipartimento di Matematica, dell’Università di Genova. INAF coordina il contributo scientifico italiano di questi tre strumenti. Responsabile scientifico dell’INAF per Solar Orbiter e Co-Investigator di Metis è Silvano Fineschi.
