La NASA sta analizzando un problema di software che è emerso durante un test di volo di una capsula di Boeing, progettata per portare gli astronauti da e sulla Stazione Spaziale Internazionale. La capsula, chiamata CST-100 Starliner, fa parte del Commercial Crew Program della NASA, che ha richiesto alle compagnie private di sviluppare un nuovo velivolo per gli astronauti. Boeing e SpaceX sono le due aziende in cima alla competizione e in corsa per lanciare i primi astronauti nello spazio.
Ma durante un fondamentale test di volo in orbita nel mese di dicembre, un errore nel software del timer (fissato con 11 ore di anticipo) ha portato Starliner ad avviare una fase della missione che non era ancora stata raggiunta. Questo ha fatto sì che la capsula abbia consumato fino al 25% del suo carburante, quindi Boeing ha dovuto saltare l’aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale, che era l’obiettivo principale della missione, per evitare un fallimento totale.
Boeing ha dichiarato di aver scoperto il secondo problema dopo il primo errore con il timer, poiché quest’ultimo aveva portato gli ingegneri a rivedere il codice del velivolo mentre era in volo. Se non avessero trovato il secondo errore, questo avrebbe causato l’accensione dei propulsori sbagliati poco prima che il velivolo rientrasse nell’atmosfera terrestre, ossia quando il modulo per l’equipaggio si separa dal modulo di servizio. Le autorità di NASA e Boeing hanno affermato che l’accensione errata dei propulsori avrebbe potuto spingere il modulo di servizio verso il modulo per l’equipaggio, provocando potenzialmente una collisione.
Ma per Doug Loverro, amministratore associato della NASA, questi problemi “probabilmente sono solo sintomi, non sono il problema reale”. Il cuore del problema, hanno svelato gli investigatori della NASA, sono diversi difetti di codifica che il team di testing di Boeing non ha colto prima del volo. Il team sta ancora analizzando alcuni problemi intermittenti che hanno interrotto le comunicazioni tra il velivolo e il controllo a terra.
Questo test di volo orbitale non riuscito non è la prima volta in cui Boeing è finita sotto accusa per un errore di software con conseguenze catastrofiche. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la compagnia ha individuato ancora un altro errore di software nei suoi aerei 737 Max, rimasti a terra da marzo 2019. Gli errori di software hanno provocato lo schianto di due aerei in 5 mesi, con un pesantissimo bilancio complessivo di 346 morti.

La commissione di sicurezza della NASA ha richiesto un’ampia valutazione di come Boeing integra, verifica e testa il suo software. L’agenzia spaziale americana ha chiesto al suo team investigativo indipendente di fare “un’analisi più approfondita del perché si sono verificate le anomalie, inclusa un’analisi del fatto se i problemi fossero indicativi di processi di software interni deboli o del fallimento nell’applicare quei processi”. Parte di questa indagine comprenderà la revisione di tutto il software di Starliner, composto da circa 1 milione di righe di codice. NASA e Boeing non hanno specificato se Starliner dovrà rifare il test di volo orbitale.
