Come spiegare la nascita della vita sulla Terra, il mistero dei misteri? Oggi la scienza fornisce molte spiegazioni, ma rimangono numerose perplessità – come scrive Cinzia D’Agostino su l’Almanacco del Cnr –. In passato gli uomini cercano la risposta anche nei miti, storie frutto di fantasie, racconti in apparenza improbabili che però talvolta nascondono qualcosa di vero. È il caso della nascita del nostro pianeta narrata nella mitologia greco-romana e di altre culture. Per gli Inca, ad esempio, in una Terra immersa nell’oscurità, da un lago individuato nell’attuale Titicaca, emerse il dio Con Tiqui Viracocha, che portò con sé alcuni esseri umani e creò poi sole, stelle e luna per illuminare il tutto.

La divinizzazione della madre Terra era una “soluzione” che provava a spiegare la potenza della genesi prodotta nelle sue ignote profondità. Una madre che dominava la religione pre-olimpica, la cui espressione non era verso l’alto, verso gli dei del futuro Olimpo, ma “Verso il basso, verso quegli inferi fecondi dai quali sgorgava incessantemente la vita e ai quali l’uomo ritornava dopo la morte” come spiega Luigi Piccardi dell’Istituto di geoscienze e georisorse (Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche. Dunque, la geologia è centrale in diverse mitologie delle popolazioni antiche . “Proprio per questo, la Terra, con la sua inesauribile forza generatrice, è stata considerata una divinità”, aggiunge il ricercatore del Cnr-Igg. “Ma non solo, nel mito della creazione sono sempre state di grande importanza le grotte. Il mondo sotterraneo era considerato il regno dei morti e quindi montagne, caverne e rocce di forma e struttura particolari sono state oggetto di venerazione. Lo stesso vale per l’acqua, portatrice di vita, che sorge dal profondo e per i punti di emissioni gassose, spesso letali e, quindi, temuti e venerati”.
