Le case di riposo italiane sono diventati i luoghi dove maggiormente, per ovvie ragioni, si concentrano casi di persone positive al Coronavirus. Le ultime notizie, in ordine di tempo, arrivano dalla Sardegna. È di 63 positivi al Covid-19 il riscontro sui 162 tamponi eseguiti dai medici dell’Esercito sugli ospiti e il personale della residenza per anziani Casa Serena, a Sassari, e analizzati dal Policlinico Militare Celio di Roma. Il dato è stato appena validato dai competenti uffici di igiene pubblica regionale e per questo non era tra i dati della conferenza stampa giornaliera con il Presidente della Regione. Sarà trasmesso anche all’Istituto superiore di sanità nella giornata di domani ed entrerà a dar parte dei dati ufficiali sui contagi. “Il Dipartimento di prevenzione dell’Ats – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – sta intervenendo per attuare tutte le misure necessarie per contenere la catena di contagio. Le persone risultate positive sono già state poste in isolamento e la situazione è ora monitorata con la massima attenzione”.

Nella Casa di riposo “Città di Chiavenna” oggi quarto decesso per Coronavirus, dopo i primi tre dei giorni scorsi, mentre un altro anziano è stato ricoverato d’urgenza per gli stessi sintomi. A darne notizia il sindaco di Chiavenna, Luca Della Bitta, che sulla pagina Facebook del Comune ha voluto pubblicamente ringraziare il personale in servizio per il costante impegno profuso a favore degli ospiti della struttura.
Sono decine i tamponi positivi al coronavirus riscontrati tra gli ospiti e i dipendenti di una casa di cura per anziani a Chiaravalle Centrale, centro in provincia di Catanzaro nel quale nei giorni scorsi era risultata positiva una degente di 91 anni. All’indomani del primo caso, la struttura era stata chiusa con ordinanza dal sindaco Domenico Donato, che aveva imposto la quarantena per ospiti e sanitari, in totale 100 persone, e che a sua volta si era messo in quarantena insieme ad altri amministratori per aver avuto nei giorni precedenti dei contatti con la struttura sanitaria per la consegna di dispositivi medici e altri generi di prima necessita’. Subito dopo il primo caso di positivita’, a Chiaravalle, centro nevralgico delle Serre catanzaresi, si era recata l’Unita’ di crisi dell’Asp di Catanzaro per effettuare i test su degenti e dipendenti. In totale, i tamponi effettuati nei sui dipendenti e gli ospiti della casa per anziani, la “Domus Aurea“, sono stati 116: il numero dei casi risultati positivi – secondo fonti sanitarie – supera i 50, ma si attende il responso di un secondo tampone di conferma.
E ancora una vittima del coronavirus si registra nella casa di riposo di Sala Consilina (Salerno) dove pochi giorni fa sono emersi 24 casi di positività al Covid-19 e per questo “sigillata” dalla Asl. Si tratta di un 87enne. Il Comune di Sala Consilina ha espresso il cordoglio della comunità attraverso un messaggio firmato dal sindaco Francesco Cavallone: “Fai buon viaggio, Maestro ceramista”, scrive Cavallone. Sala Consilina è uno dei 5 comuni della “zona rossa” del Vallo di Diano (insieme ad Atena Lucana, Polla, Teggiano e Auletta) nata a seguito dell’aumento dei contagi nell’area.
La casa di riposto Su Meraculu di Bitti, in Toscana, dove si e’ registrato un decesso tra i 14 anziani attualmente ospitati e risultati positivi, si sta trasformando via via in un reparto per soli pazienti Covid-19. Il sindaco Giuseppe Ciccolini, in collaborazione con l’Ats, sta lavorando per preparare tutto cio’ che serve in base all’evolversi delle condizioni cliniche degli ospiti. E’ andato a buon fine anche il reclutamento del personale sanitario necessario per l’assistenza, dopo che 5 operatori della struttura sui 14 presenti erano stati contagiati a loro volta. In tanti hanno risposto all’appello lanciato dai dirigenti della casa di riposto e il personale e’ stato gia’ selezionato. “Per il momento la situazione clinica degli ospiti e’ stazionaria – spiega all’ANSA il sindaco – Stiamo provvedendo all’immissione in servizio dei nuovi operatori sanitari che daranno cosi’ respiro al personale della struttura in servizio. Stiamo poi monitorando la situazione minuto per minuto con il supporto dell’Ats che ci fornira’ via via cio’ che serve”. Sui 21 anziani presenti nella struttura all’inizio dell’emergenza, 18 sono risultati positivi: quattro sono stati ricoverati all’ospedale San Francesco di Nuoro, dove ieri e’ morta una donna di 86 anni. I tre negativi, invece, sono stati subito trasferiti in un hotel del paese. In quarantena anche cinque operatori sanitari positivi al virus.
Anche gli ultimi ospiti della casa di riposo “Come d’Incanto” di Messina risultati negativi al tampone, sono stati trasferiti dalla struttura e alloggiati presso un’altra casa di riposo, l’Opus Residential, sempre nella citta’ dello Stretto. Sette, in totale, gli anziani ricollocati, mentre un’ottava persona e’ stata invece portata in ospedale. Le operazioni sono state seguite dal dott. Giovanni di Venti, direttore dell’Ufficio infermieristico del Policlinico di Messina, per conto del Covid Team istituito presso l’Azienda ospedaliera. “Abbiamo completato – dice il Direttore Generale dell’A.O.U. dott. Giuseppe Laganga, coordinatore per l’emergenza Covid-19 dell’area metropolitana – un intervento particolarmente delicato. Complessivamente, dall’inizio della vicenda, erano risultati positivi oltre 60 ospiti della casa di riposo. Ieri abbiamo trasferito gli ultimi 28 positivi negli ospedali Papardo e Cutroni Zodda di Barcellona, mentre nei giorni precedenti erano state ospedalizzate le persone in condizioni piu’ gravi anche al Policlinico. Per gli ospiti negativi abbiamo approntato un’apposita sistemazione, grazie alla rete regionale e alla sinergia con i privati. In questo momento, il mio pensiero va a quelle persone che, purtroppo, sono decedute: personalmente e a nome dell’Azienda sono vicino ai loro familiari“.
Il problema del contagio da Coronavirus nelle case di riposo, o meglio nelle rsa “è sicuramente all’attenzione della nostra direzione” lo ha assicurato il presidente della Lombardia Attilio Fontana in un punto stampa. “Si pensa di arrivare alla soluzione della questione individuando le persone” con uno e più sintomi e “verranno sottoposte a tampone” e poi “eventualmente allontanate” a seconda della situazione e degli spazi delle singole strutture. “Le valutazioni dovranno essere distinte – ha aggiunto – casa di riposo per casa di riposo“.
