Coronavirus, negli Usa 160.000 contagi e 3.000 morti: in 15 giorni si rischia il collasso sanitario, 47 milioni di persone potrebbero perdere il lavoro

Le vittime di coronavirus viaggiano ormai verso le 3.000 negli Stati Uniti: sono oltre 2.900 di cui 486 nelle ultime 24 ore, mai cosi' tanti dall'inizio dell'epidemia nel Paese

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Le vittime di coronavirus viaggiano ormai verso le 3.000 negli Stati Uniti: sono oltre 2.900 di cui 486 nelle ultime 24 ore, mai cosi’ tanti dall’inizio dell’epidemia nel Paese. I casi accertati di pazienti positivi al coronavirus sono oltre 160.000.

Negli Stati Uniti sono stati effettuati oltre un milione di test sul coronavirus. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump durante la conferenza stampa quotidiana sul Covid-19 sottolineando come “nessun altro Paese abbia fatto tanti test”.

Previsioni drammatiche dall’elaborazione dei dati da parte dell’Istituto per la valutazione metrica sanitaria diretto da Christopher Murray. “Entro 15 giorni la stragrande maggioranza degli ospedali americani avrà esaurito i posti letto disponibili nelle aree di terapia intensiva. I morti per Covid-19 entro luglio di quest’anno potranno essere almeno 81.000, ma il numero previsto è in realtà estremamente incerto e oscilla tra i 38.000 ed i 162.000 decessi. Per la metà di aprile il sistema sanitario Usa sarà in ginocchio, le domande di strumenti protettivi in continua impennata. L’ondata epidemica non finirà prima di giugno e le morti continueranno almeno per tutto luglio. Le previsioni sull’andamento della pandemia, dettagliate anche a seconda degli Stati, sono le prime a livello nazionale per tutti gli Usa.”

“Solo ed esclusivamente se le misure di ‘social distancing’ continueranno a rimanere in vigore e i cittadini le rispetteranno, questa ondata pandemica potrebbe finire negli Usa in giugno”, si legge nella ricerca. Ma, secondo l’analisi, le morti causate dal Covid-19 persisteranno anche a luglio: “La traiettoria delle nostre stime sarà valida solo nel caso di una vigilanza ininterrotta da parte del pubblico, dei lavoratori della sanità, delle agenzie governative. La tendenza cambierà invece drammaticamente per il peggio se le precauzioni ed il social distancing in atto verranno allentati”, ha messo in guardia Murray. Nel dettaglio, lo studio ha previsto che “in 41 Stati i posti letto nei reparti di cura intensiva saranno esauriti in due settimane, e in 11 stati gli stessi reparti dovranno aumentare questi posti letto del 50% prima della fine della pandemia”.

L’emergenza coronavirus potrebbe tradursi nella perdita del posto di lavoro per 47 milioni di persone negli Stati Uniti entro la fine di giugno. Lo riporta Fortune citando uno studio della Fed di St. Louis.Secondo le stime dell’economista Miguel Faria-e-Castro il tasso di disoccupazione americano potrebbe volare al 32,1% nel secondo trimestre, superando di gran lunga il picco della Grande Depressione del 24,9%. Numeri “alti rispetto agli standard storici – osserva Faria-e-Castro – ma questo e’ uno shock unico come nessun altro negli ultimi 100 anni”.