Previsioni Meteo – In questa sede di indagine, sorvoliamo sul dato deterministico, ossia quello crudo che disegna le isobare e traccia le traiettorie delle masse d’aria, collocando le alte pressioni e le basse pressioni in simulazioni che si spingono fino a 10-15 giorni. Naturalmente, queste simulazioni, superato il range temporale delle 120 ore, hanno poca affidabilità, semmai va colto il trend tra una corsa e l’altra e il dato ensemble, ossia di insieme delle varie simulazioni, ai fini di una valutazione di massima sul possibile tipo barico prevalente nel medio-lungo periodo. Tuttavia capita spesso di vedere autentici ribaltoni tra una corsa e l’altra rispetto alla collocazione delle figure bariche principali: oggi l’Italia viene vista centrata in pieno da un nucleo gelido proveniente dalla Russia, domani magari lo stesso nucleo è visto agire più a Nord o più a Sud, sfiorando soltanto il nostro territorio. In questi scenari, anche contrapposti, va colto il trend medio più freddo, poi magari via via che il dato si affina, si vedrà meglio se e con che consistenza l’aria fredda potrà interessare il nostro paese. Ma, intanto, specie nelle fasi in cui i modelli sono altalenanti nell’evoluzione e ai fini di un migliore inquadramento di quanto potrebbe accadere, è più efficace deviare le indagini verso le sezioni medio-alte dell’atmosfera, queste meno suscettibili a cambiamenti importanti e comunque indicative circa la possibile circolazione anche alle quote medio-basse, in Troposfera, a distanza di 8/10 giorni..
In questa sede, facciamo una indagine, quindi, nella sezione atmosferica alle medie quote, tra i 16.000 e i 28.000/30000 m circa.

Queste dinamiche, poi, si riverserebbero efficacemente anche verso la bassa Stratosfera, come mostra l’ultima immagine. Intorno ai 16.000 m, infatti, sarebbe evidente un rilassamento della corda zonale in prossimità dei settori sub-polari europei, con innesco di onde dinamiche anticicloniche verso il Centro Ovest e Nord Europa e, di contro, azione retrograda fredda che dalla Russia, attraverso l’Ucraina e le regioni del Mar Nero, punterebbe il Mediterraneo centrale e anche l’Italia. Dinamiche alla soglia della Troposfera, quindi con buona probabilità di interessamento anche della circolazione nei bassi strati. Rileviamo, in quest’ultimo aggiornamento, una possibile azione un po’ più bassa in latitudine della massa d’aria fredda, ma allo stato attuale dei dati non sarebbe ancora indicativa circa quali settori italiani potrebbero essere più coinvolti. Questa indagine è indicativa, invece, in riferimento a una conferma per una tendenza a circolazione più fredda nel corso della terza decade di Marzo, magari con qualche piccolo ritardo nella tempistica, non più dal 21/23, ma dal 23/25 o giù di lì.
La redazione di MeteoWeb continuerà a seguire costantemente l’evoluzione potenzialmente più fredda per l’ultima parte di marzo, apportando quotidiani aggiornamenti.