Previsioni Meteo – Stiamo continuando a monitorare con le nostre indagini, l’evoluzione del tempo per questo marzo, che potrebbe presentare una svolta importante nella circolazione. Dopo un inverno che ormai passerà agli archivi come uno dei più asciutti e anche più caldi degli ultimi 50 anni, l’inizio della primavera, ormai prossimo che cadrà nel corso del fine settimana 21-22 marzo, potrebbe segnare una inversione di tendenza. I modelli matematici continuano a propinare scenari freddi, con un’azione retrograda di correnti gelide provenienti dalla Russia verso l’Europa centrale. La distanza temporale non consente ancora di individuare l’esatta traiettoria di queste correnti, quindi è ancora incerto se esse riuscirebbero a centrare in pieno l’Italia oppure a interessare solo alcuni settori, meno altri. Tuttavia, le dinamiche per una circolazione orientale fredda ci sono tutte e sono giorno per giorno confermate.
Anche nell’emissione odierna, il centro europeo di Reading conferma una disposizione barica schiettamente invernale, con imponente alta pressione di blocco protesa fino al Regno Unito e settore scandinavo e irruzione di aria fredda artica-continentale verso l’Europa occidentale e l’Italia. Ma, in questa sede, vogliamo evidenziare un aspetto che potrebbe essere di particolare e forse anche vitale importanza in riferimento a una possibile azione fredda. Quanto, cioè, il freddo potrebbe essere di ostacolo all’espansione del coronavirus? Da tutte le indagini sugli aspetti ambientali di contorno all’espansione del virus, sulle condizioni climatiche, ad esempio, in presenza delle quali si sono registrati picchi di crescita, deduciamo dei dati importanti derivanti da uno studio dei ricercatori dell’Università del Maryland, nel Nordest degli Stati Uniti. Lo studio, intitolato “Temperature and latitude analysis to predict potential spread and seasonality for COVID-19” e ancora preliminare, è stato coordinato da Mohammad M. Sajadi, dell’Istituto di virologia.

Lo stesso studio, evidenzia che in località più fredde il virus non si è sviluppato in modo diffuso o comunque non ha causato situazioni critiche come in Russia, per esempio, dove si sono registrati 45 casi fino a ora e una temperatura media a Mosca, tra febbraio e marzo, intorno a +2,3°C, e anche in Canada con 140 casi totali. Per di più, su questi stessi paesi, lo sviluppo dei pochi casi è coinciso con condizioni climatiche più miti.
La redazione di MeteoWeb aggiornerà quotidianamente l’evoluzione sul medio-lungo periodo in riferimento alla possibile avvento di una fase fredda invernale sull’Italia.