In questo momento, prima del coronavirus, un’altra epidemia preoccupa l’America Latina: con 570.000 persone contagiate dall’inizio dell’anno, si tratta della peggiore epidemia di dengue della sua storia. A lanciare l’allarme e’ stata l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) mentre il resto del mondo e’ concentrato sull’emergenza Covid-19. Al momento, il contagio da coronavirus riguarda solo una quarantina di residenti in tutto il subcontinente, per ora senza vittime.
Nel diffondere l’ultimo bilancio aggiornato dei contagi da dengue – per la precisione 569.400 contagi e 118 morti da inizio 2020 – l’Organizzazione panamericana della sanita’ (Ops) ricorda che nel 2019 la malattia infettiva trasmessa dalle zanzare di tipo Aedes ha gia’ colpito 3,1 milioni di persone nella regione, uccidendone 1534. “Si tratta del dato piu’ alto in tutta la storia della dengue in America: il 30% di casi in piu’ rispetto al 2015, anno che segno’ un picco” ha sottolineato l’Oms. I vertici dell’Ops avvertono che la trasmissione e’ intensa e il tasso di mortalita’ da dengue rimane in linea con quello registrato l’anno scorso.

Sono dati preoccupanti, considerato che al momento non esiste vaccino ne’ cura per combattere la malattia. Diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali con predilezione per le zone urbane e semi-urbane, ogni anno la dengue colpisce 50 milioni di persone nel mondo. Di queste 500.000 contraggono la forma emorragica, letale nel 2,5% dei casi. In tutto nel pianeta 2,5 miliardi di abitanti si trovano in zone a rischio dengue.