Una volta erano i congiuntivi, adesso i “congiunti” mandano in crisi gli italiani: chi potremo davvero vedere dal 4 maggio?

Mai gli italiani avrebbero pensato di dover far ricorso ad un dizionario a mezzanotte del 27 aprile 2020 per capire cosa si intenda nello specifico con il termine 'congiunti'

E insomma, mai gli italiani avrebbero pensato di dover far ricorso ad un dizionario a mezzanotte del 27 aprile 2020 per capire cosa si intenda nello specifico con il termine ‘congiunti‘. Già, perché è proprio questo il termine utilizzato dal premier Giuseppe Conte quando ha parlato della possibilità, dal 4 maggio in poi, di far visita ai propri familiari. Ma lui ha detto ‘congiunti‘ e quinti apriti cielo! Su Twitter, Facebook e Instragram si è scatenato il putiferio: “Ma se io sono fidanzato da sei anni, la mia ragazza è un congiunto o no?“. E ancora: “Se non si hanno legami di sangue non si può andare a trovare nessuno?“. Non sono mancate le battute, volgari ma quanto mai esplicative: “Fatemi capire, per scopare mi devo sposare?“.

Per definizione il termine ‘congiunti’ utilizzato nel decreto, secondo la Treccani, ha il seguente significato: congiunto s. m. [part. pass. di congiungere] (f. -a), burocr. – [chi è legato ad altri da un vincolo di parentela] ? affine, consanguineo, familiare, parente. Dunque, il congiunto è un parente, ma come dare torto a chi, magari perché privo di legami di sangue, ha diversi tipi di congiunti, differenti e non collocabili in un classico nucleo familiare? In fondo siamo nel 2020, dunque perché non allargare le disposizioni a partner, compagni, fidanzati, fidanzate? Certo, il Governo aveva altri pensieri in questi giorni e non avrà riflettuto sui risvolti che un termine simile avrebbero potuto avere e può darsi che il polverone alzato questa sera porti i propri frutti domani, chissà. Quel che è certo è che da oggi tutti gli italiani conoscono il significato della parola ‘congiunti’, che questa sera sembra essere la più gettonata sui motori di ricerca.

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