Coronavirus, portavano la figlia malata a fare una visita: ritirata la multa, “profondo rammarico”

La polizia di Stato comunica il ritiro della sanzione ai genitori che portavano la figlia a fare una visita dopo un trapianto di midollo, esprimendo "profondo rammarico"

Ha fatto molto discutere la vicenda dei genitori che portavano in auto la figlia malata di leucemia da Grosseto a Pisa per una visita di controllo dopo il trapianto di midollo e che sono stati multati per 530 euro dalla polizia stradale per violazione delle misure restrittive a causa dell’epidemia di coronavirus. Erano in quattro, madre, padre e fratellino, oltre alla bambina malata: troppi per gli agenti. Ma è la stessa polizia di Stato che poi comunica il ritiro della sanzione. Il dirigente infatti analizzando la situazione ha deciso di non confermare la sanzione della pattuglia. Non solo: ha telefonato alla famiglia, comunicandogli la decisione ed esprimendo “profondo rammarico” per l’accaduto.

Ieri – spiega la polizia – è arrivata la notizia che una pattuglia della Polstrada della Toscana ha redatto un verbale di contestazione, per aver violato le prescrizioni che limitano gli spostamenti in ragione dell’epidemia in atto, a carico di due genitori di ritorno da una visita di controllo cui doveva necessariamente sottoporsi la loro bambina”. E “in effetti veniva accertato che un equipaggio dipendente dalla sezione polizia stradale di Livorno aveva contestato la sanzione di 530 euro ai genitori che si stavano spostando, a bordo della loro autovettura con i due figli, da Grosseto all’ospedale di Pisa, per far visitare la bimba, ammalata di leucemia e di recente sottoposta a trapianto di midollo“.

La pattuglia – si spiega – dava atto nel verbale che nella vettura, oltre alla piccola ed al suo papà, alla guida della stessa, fossero presenti anche la mamma ed un altro bambino, e “pertanto, contestava la violazione delle prescrizioni anti diffusione del covid, ritenendo che lo spostamento della donna non fosse giustificato”. “Dall’esame degli atti acquisiti per verificare la circostanza, risultavano, invece, assolutamente sussistenti le oggettive condizioni che consentivano anche alla mamma di accompagnare la sua bambina, tenuto conto degli oggettivi motivi di salute e dell’esigenza di badare anche all’altro figlio minore“, sottolinea il dipartimento della polizia di stato, “pertanto, il Dirigente del Compartimento Polizia Stradale della Toscana contattava direttamente la famiglia, per informarli che erano state già avviate le procedure per chiedere alla competente Prefettura l’annullamento del verbale, oltre che rappresentare il più profondo rammarico, per l’increscioso episodio, nella speranza che questo errore non faccia venir meno la fiducia nel nostro operato“.