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Sciame sismico nell’area flegrea, il bradisismo va avanti dal 2005: altre due crisi negli anni ’70 e ‘80
Dal 2005, è in corso un fenomeno molto noto nell'area come il bradisismo, ossia il lento sollevamento del suolo, accompagnato da accompagna con scosse e boati
Figura 6 – Vista a volo d’uccello della parte orientale della caldera dei Campi Flegrei (fonte: Laboratorio di Geomatica dell’Osservatorio Vesuviano).
Ieri notte, 34 scosse di terremoto nell’arco di circa quattro ore hanno svegliato la popolazione di Campi Flegrei, in provincia di Napoli. Negli ultimi sei mesi, lo sciame registrato ieri e’ stato tra i piu’ intensi e con la sequenza piu’ numerosa. L’evento di maggiore intensità e’ stato registrato alle ore 4,59 con magnitudo 3,1 della scala Richter a profondita’ di 3 km nella zona dell’epicentro, localizzata tra la Solfatara e Pisciarelli. La scossa, preceduta e seguita da altre fino alle 7,30 di questa mattina, si e’ annunciata con altri due eventi avvertiti distintamente dalla popolazione alle 4,16 di magnitudo 2,0 a profondita’ di 5 km e alle 4,41 di magnitudo 2,5 a 2 km di profondita’. L’evento delle 4,59 ha creato il maggior panico tra la popolazione, facendo riversare molta gente in strada soprattutto nei quartieri di Pozzuoli alta, Solfatara e della litoranea via Napoli; è stato avvertito distintamente nei territori di Quarto, Bacoli e nei quartieri occidentali di Napoli. È tra gli eventi sismici’ piu’ intensi registrati dal 6 dicembre 2019.
Negli ultimi 15 anni non e’ la prima volta che la popolazione dei Campi Flegrei viene svegliata nel cuore della notte da scosse di terremoto. E’ in corso dal 2005 un fenomeno molto noto in questa terra vulcanica quale il bradisismo, ossia il lento sollevamento del suolo che si accompagna con boati e scosse di terremoto. L’ epicentro e’ nell’area del vulcano Solfatara, sull’omonima collina e l’attigua zona di Pisciarelli nella conca di due crateri spenti, Agnano e Astroni. Anche il 6 dicembre 2019, ci fu una scossa in piena notte, sempre di magnitudo 3,1 ed e’ stata di poco superiore all’evento di qualche settimana fa, 8 aprile, di magnitudo 2,9.
I nuovi fenomeni, comunque, non hanno creato allarme tra i geochimici dell’Osservatorio Vesuviano che tengono sotto controllo e monitorano costantemente la caldera flegrea. “Il verificarsi di sciami di eventi sismici, che possono in alcuni casi avere magnitudo tale da essere avvertiti dalla popolazione, accadono ordinariamente durante un periodo caratterizzato da attivita’ bradisismica, come quello in atto ai Flegrei ormai dal 2005 – ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, Francesca Bianco -. Non ci sono elementi di novita’ nel progredire del fenomeno in corso. La zona in cui il fenomeno esprime la maggiore intensita’ di sollevamento del suolo e’ il Rione Terra. I geochimici dell’Osservatorio sono al lavoro per effettuare rilievi sulle fumarole dell’area di Pisciarelli, e segnalano – ha rassicurato – che non c’e’ stata apertura di nuove bocche”. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, ha dichiarato: “Si tratta di attivita’ bradisismica ordinaria in atto dal 2005, che caratterizza questa terra, con cui dobbiamo convivere consapevolmente”.
Dal 2005 il suolo nell’area intorno al Rione Terra e in prossimita’ della darsena e del porto si e’ sollevato di 67 centimetri, una misura largamente al di sotto di quanto si verifico’ tra gli anni settanta e ottanta del secolo scorso, quando Pozzuoli subi’ due crisi di bradisismo. Per gran parte della popolazione fu necessario abbandonare le proprie residenze. La prima crisi scatto’ il 2 marzo 1970 con l’evacuazione del Rione Terra, l’acropoli della citta’ flegrea, con oltre 5mila persone allontanate da vecchie e fatiscenti case, la seconda tra settembre ed ottobre 1982 con l’evacuazione dei quartieri litoranei e del centro storico. In entrambi i casi, sciami sismici intensi e ripetuti costituivano notevole pericolo per i residenti. Proprio da una crisi di bradisismo che colpi’ l’area flegrea nel 1538, tra settembre ed ottobre, si verifico’ una eruzione che porto’ alla nascita di un vulcano, Monte Nuovo, tra Pozzuoli e Bacoli.