L’alga rossa tiene sulle spine una comunità in Sicilia. A Balestrate, comune della città metropolitana di Palermo, l’alga rossa, tecnicamente chiamata Plankthotrix rubescens, è stata riscontrata nell’invaso Poma, bacino utilizzato sia per irrigare i campi che per fornire acqua nelle case tramite potabilizzatore. L’alga rossa si sviluppa soprattutto nei laghi, nei bacini artificiali e nei fiumi a lento scorrimento e la sua capacità di sviluppo è legata essenzialmente alla grande disponibilità di composti azotati e in misura minore a quella di fosfati. L’alga rossa produce numerosi tipi di tossine dette microcistine a valenza epatotossica, gastroenterica e cancerogena. Le persone possono essere esposte alle tossine attraverso l’ingestione di acqua potabile contaminata, tramite la balneazione, l’inalazione di aerosol durante attività ricreative in prossimità delle aree di fioritura dell’alga, con l’assunzione di alimenti trattati e realizzati con acque contaminate.

Il 16 aprile scorso la Regione ha comunicato ad Amap la presenza di una chiazza rossa. Il 24 aprile l’Arpa ha confermato la presenza dell’alga. L’Amap, in una nota inviata il 27 aprile a prefettura, Asp, Regione e altri enti, ha affermato che sin dalla prima comunicazione ha potenziato i processi di filtraggio e di potabilizzazione e ha intensificato i controlli in entrata e uscita dell’acqua. L’Amap ha avviato diverse verifiche di laboratorio ma l’Istituto superiore di sanità ha suggerito ulteriori accertamenti. Sono stati, così, contattati diversi laboratori per verificare l’eventuale presenza delle microcistine, le sostanze tossiche dell’alga rossa. L’Amap chiarisce che è pronto un piano se si deciderà di non prelevare più acqua fino a quando la situazione tornerà alla normalità. Alla Regione è stato aperto un tavolo tecnico all’Autorità di bacino per monitorare la situazione e trovare soluzioni.
