Per un incidente nella galleria della Variante di Valico, un mezzo pesante ha preso fuoco e il tratto dell’A1 e’ stato chiuso. Sull’abitato di Roncobilaccio però si e’ riversata “una nuvola di densi fumi, con forte odore di plastica bruciata” (vedi video in fondo all’articolo), che ha provocato “bruciori agli occhi ad alcuni abitanti“, a causa dell’entrata in funzione del camino. A denunciarlo e’ Legambiente, che dal 2013 sottolinea i rischi legati alla presenza della canna di ventilazione, chiedendone lo spostamento in una zona disabitata. Societa’ Autostrade, invece, “ha cercato di rassicurare la popolazione sostenendo una scarsa probabilita’ di incidenti all’interno della galleria” e garantendo “l’installazione di un sistema di abbattimento”, di cui pero’ l’associazione non ha “mai ottenuto la documentazione”.
Nel 2015 Legambiente ha chiesto anche l’installazione di una centralina fissa per il monitoraggio continuo della qualita’ dell’aria. “Se la centralina ci fosse stata- afferma Federico Alpini, presidente del circolo Legambiente di Roncobilaccoi- sarebbe servita a verificare la qualita’ dell’aria in questa situazione. A questo punto chiediamo spiegazioni del perche’ dopo cinque anni ancora non e’ stata installata, nonostante i ripetuti solleciti”.
Quello stesso anno, tra l’altro, l’associazione finanzio’ uno studio ambientale che confermo’ “le preoccupazioni, concludendo che in alcune delle condizioni simulate le fasce di popolazione piu’ sensibili (bambini ed anziani) potrebbero essere esposte ad effetti tossici evidenti, anche se reversibili, ma che potrebbero comportare la necessita’ di recarsi al Pronto soccorso”. Insomma, attacca Legambiente, “nonostante l’impegno, gli appelli e le richieste manifestati anche con striscioni e iniziative sul territorio sono sempre rimaste inascoltate e questi sono i risultati. Ribadiamo con forza che l’unica soluzione in grado di eliminare ogni rischio per la salute degli abitanti di Roncobilaccio e Baragazza e per l’ambiente circostante sia quella di spostare il camino della centrale di ventilazione”, ribadisce Alpini.
