“Oggi il ristorante della Camera era chiuso. Noi siamo qui a lavorare e questo non è giusto“. E’ questo l’intervento fatto in Commissione bilancio, alla Camera, dalla deputata del Movimento 5 Stelle Marialuisa Faro, che ha denunciato il fatto di essere rimasta a bocca asciutta, facendo però restare i suoi colleghi a bocca aperta. Faro ha alzato la mano, come da protocollo, e chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori in Commissione bilancio. Peccato però che ciò che aveva da dire nulla centrava con i lavori stessi. La discussione, infatti, è stata lunga e corposa per via degli emendamenti al decreto Rilancio. I lavori sono iniziati al mattino e alle 13:30 la seduta è stata sospesa per la pausa pranzo. Pranzo che, evidentemente, è fallito per la deputata pentastellata, forse perché non sapeva che di domenica il ristorante della Camera è chiuso e non avrà pensato di provvedere con un pranzo al sacco, veloce, leggero e adatto a chi deve lavorare e non fare la pennichella pomeridiana.

Eppure in due ore sarebbe bastato uscire fuori dal palazzo, sganciare qualche euro in più, far ripartire l’economia in crisi per il lock-down e il gioco era fatto: lei a pancia piena e i colleghi tranquillamente a lavoro, discutendo solo di cose serie. E invece nulla. Anzi, peggio: il ristorante di Montecitorio era stato messo al bando dai 5Stelle nel lontano 2013, quando loro erano l’opposizione e non i ‘capi banda’. All’epoca non lo frequentavano perché non volevano pasti (e prezzi) da “privilegiati“. E insomma, è proprio il caso di dire “come si cambia per non morire“, visto che oltretutto i grillini erano quelli che a gran voce chiedevano la chiusura delle attività nei giorni festivi. Tutto un lontano ricordo. Meglio lo scranno comodo e sicuro invece che le battaglie da ‘suffragette’ di belle speranze.
