E’ stata una rivista specializzata tedesca e mettere a punto una complessa ricerca in merito alla presenza di pesticidi nel pesto italiano e l’esito complessivo non è stato dei migliori: buona parte dei vasetti di pesto nascondono, tra basilico, pinoli e parmigiano, anche oli minerali e pericolosi pesticidi. La rivista Okotest ha preso in esame 20 marchi di pesto, tra cui alcune tra le più note marche italiane, per capire se contenessero pesticidi o altre sostanze dannose per la salute. Ecco l’elenco dei marchi analizzati, tra cui quattro prodotti bio:

Pesto alla genovese Barilla
Pesto verde Bertolli
Pesto alla genovese Buitoni
Pesto alla Genovese Casa Romantica
Pesto alla Genovese Cucina (Aldi)
Pesto alla genovese De Cecco
Pesto alla Genovese Gut & Günstig
Pesto alla genovese Italiamo (Lidl)
Pesto Verde Ja!
Pesto alla genovese – K-Classic
Pesto al Basilico con Pecorino – La Selva (biologico)
Pesto verde – Miràcoli
Pesto alla genovese – Mondo italiano
Pesto Verde – Oro d’Italia
Pesto Genovese Bio Ppura (biologico)
Pesto ligure – Rapunzel (biologico)
Pesto alla genovese Saclà
Pesto San Fabio
Pesto alla genovese – Villa Gusto
Ecco, in sintesi, le ‘pagelle’ dei nostri pesti:
- Pesto alla genovese Barilla (contiene tracce di 10 pesticidi, inclusa come già detto la deltametrina, e oli minerali)
- Pesto verde Bertolli (contiene tracce di 5 pesticidi e oli minerali, compresi i Moah)
- Pesto alla genovese De Cecco (contiene tracce di 7 pesticidi e oli minerali, compresi i Moha)
- Pesto alla genovese Italiamo (Lidl) (contiene 6 pesticidi e oli minerali, compresi i Moah)
- Pesto alla genovese Saclà (contiene 4 pesticidi in tracce e oli minerali, inclusi i Moah).
- Pesto Buitoni: è uno dei migliori perché non presenta tracce di pesticidi ma solo di oli minerali, e finisce al primo posto con il punteggio di “soddisfacente” insieme al pesto genovese biologico Ppura.
