Sono dovuti trascorrere 25 anni perché Giovanna d’Arco potesse finalmente essere riabilitata agli occhi della Chiesa. Ma ormai era tardi: nel 1431 era stata messa al rogo. La Pulzella d’Orléans era nata nella città di Domrémy il 6 gennaio 1412 ed è conosciuta oggi come un’eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. A 13 anni iniziò a riferire di udire voci celestiali spesso accompagnate da un bagliore e da visioni dell’arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita. La prima volta che queste voci le si palesarono, secondo quanto lei stessa raccontò durante il processo per eresia subíto a Rouen nel 1431, Giovanna si trovava nel giardino della casa paterna, in piena estate e nel caldo afoso di mezzogiorno. Sebbene sorpresa ed impaurita da quell’esperienza, Giovanna decise di consacrarsi interamente a Dio facendo voto di castità “per tutto il tempo che a Dio fosse piaciuto“.

Ci volle però il 7 luglio 1456 affinché papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarasse nullo il processo. Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata patrona di Francia.