A quasi un mese dal terribile incidente in handbike, che gli ha procurato gravissime ferite alla testa, si accende una luce di speranza per Alex Zanardi: il risveglio dal coma farmacologico è iniziato, i medici del policlinico Le Scotte di Siena hanno cominciato la riduzione dei farmaci.
Dopo 3 interventi neurochirurgici e sempre in terapia intensiva, l’equipe multidisciplinare che lo segue ha deciso che si poteva procedere con la fase del risveglio per valutare gli eventuali danni neurologici e alla vista riportati nell’incidente. Le condizioni dell’ex pilota rimangono “stabili” con “i parametri cardio-respiratori e metabolici nella norma” mentre rimane “grave il quadro neurologico e la prognosi è riservata“. Dopo che il risveglio sarà ultimato “saranno necessari alcuni giorni per ulteriori valutazioni sul paziente – chiarisce l’ospedale – per permettere ogni prosecuzione del suo percorso terapeutico e riabilitativo”. Nuove comunicazioni sulle sue condizioni saranno rilasciate solo la prossima settimana, in accordo con la famiglia. Restano sospesi i bollettini.
Intanto continua l’inchiesta per accertare le cause dell’incidente che ha portato Zanardi a scontrarsi frontalmente con un tir che proveniva dalla direzione opposta: è stato un malfunzionamento del mezzo oppure è dipeso tutto dalle condizioni del manto stradale? Al momento c’è ancora un solo indagato: il camionista 44enne alla guida del tir. Dario Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine al Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica strada, su incarico dei magistrati, si è recato nella caserma dei carabinieri di Pienza per esaminare l’handbike del campione bolognese, sotto sequestro a pochi chilometri dal luogo dell’incidente. I magistrati senesi hanno anche chiesto al consulente di accertare se l’omologazione del velocipede prevedesse la circolazione su strada. Il perito dovrà inoltre ricostruire la dinamica dell’incidente.
La perizia dovrà chiarire anche le condizioni del manto stradale della provinciale 146 e se, la presenza di buche o malformazioni, possa aver causato un eventuale sbandamento nel controllo del mezzo. Sotto la lente d’ingrandimento anche le condizioni di sicurezza con cui la manifestazione era stata organizzata. Nelle settimane scorse la procura di Siena ha ascoltato a più riprese i comandanti delle polizie municipali che avevano ‘scortato’ i ciclisti per ricostruire eventuali mancanze nella gestione della sicurezza da parte degli organizzatori che, tuttavia, non sarebbero stati obbligati a comunicare ufficialmente il loro passaggio considerato che non si stava svolgendo alcuna gara.