Gli esperti della School of Earth, Energy & Environmental Sciences presso la Stanford University, hanno scoperto quella che potrebbe essere un‘inversione di rotta nella produzione di energia in Artico. In uno studio, pubblicato sulla rivista Science, hanno svelato che fioriture ingenti di fitoplancton, le piccole alghe che si trovano alla base della catena alimentare artica dominata da orsi polari e balene, hanno alterato drasticamente la capacita’ dell’Artico di trasformare il carbonio atmosferico in materia vivente, per cui sono in crescita i tassi di assorbimento di CO? e la massa di fotosintesi nella regione.
Nell’ultimo decennio, l’aumento ha sostituito la perdita di ghiaccio come maggior fattore che guida i cambiamenti nell’assorbimento di anidride carbonica da parte del fitoplancton. “I tassi sono davvero importanti in termini di quanto cibo è disponibile per il resto dell’ecosistema. È anche importante perché questo è uno dei modi principali con cui la CO? è estratta dall’atmosfera”, afferma Kevin Arrigo, docente presso la Stanford University. “La crescente influenza della biomassa fitoplanctonica – continua Arrigo – potrebbe rappresentare un significativo cambiamento di regime per l’ecosistema artico, una regione in cui i cambiamenti climatici stanno alterando le temperature in modo piu’ violento che in altre aree”.

“Questo studio – commenta Arrigo – consente di comprendere in che modo il cambiamento climatico modellera’ la produttivita’, l’approvvigionamento alimentare e la capacita’ di assorbimento del carbonio nell’Oceano Artico. E’ una situazione senza precedenti: l’aumento della produttivita’ porta a una maggiore disponibilita’ di cibo per molti animali, ma diverse specie, che si sono adattate all’ambiente polare, potrebbero risentire del cambiamento in atto”. Gli autori sottolineano inoltre che la quantita’ di anidride carbonica assorbita dalla regione non e’ sufficiente a mitigare gli effetti delle emissioni di gas serra.