Fosse Ardeatine: a distanza di 64 anni l’esame Dna restituisce l’identità ad un’altra vittima del terribile eccidio

Il RIS dei carabinieri sta facendo un lavoro immane e minuzioso per ridare un'identità alle vittime del terribile eccidio delle Fosse Ardeatine

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L’esame fatto dal RIS dei carabinieri sul corpo di una delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto nel 1944, ha confermato la coincidenza dei dati biologici forniti da un familiare con quelli tratti dai resti inumati nel mausoleo delle Fosse Ardeatine. Lo scorso aprile era stata identificata un’altra vittima dell’eccidio, Marian Reicher. Fare di tutto per ridare l’identità ad una salma è un atto che dobbiamo a chi ha sacrificato la vita per la libertà. Congratulazioni al RIS dell’Arma dei Carabinieri e all’incessante lavoro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti“, ha dichiarato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini commentando l’indagine del Reparto Investigazioni Scientifiche che ha portato all’identificazione di Heinz Eric Tuchman.

I giovani devono conoscere le storie, le vite dei nostri caduti per mano del nazifascismo. La loro memoria va mantenuta viva e onorata secondo i principi di libertà e democrazia, alla base della nostra Costituzione. Siamo vicini a loro e alle loro famiglie e l’Italia non li dimenticherà mai” ha concluso il Ministro.

Si è giunti all’identificazione grazie alla segnalazione giunta al Commissariato Generale per le Onoranze dei Caduti in Guerra del Ministero della Difesa da parte della documentarista Michela Mecocci, che ha permesso di entrare in contatto con la famiglia Tuchman. Il Commissariato Generale per le Onoranze dei Caduti in Guerra, costituito nel 1919, si occupa delle ricerca, il recupero, l’identificazione e la sistemazione dei resti mortali dei caduti italiani con lo scopo di riportare in Patria, restituire identità e riconsegnare alle famiglie i loro cari, assicurandone una degna sepoltura. L’Ente, inoltre, è competente per la custodia, gestione e valorizzazione dei sepolcreti e zone monumentali militari, in Italia e all’estero.

L’ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE – LA STORIA

Il 24 marzo del 1944, 335 persone civili e militari venivano trucidate a Roma dalle truppe di occupazione tedesche. Il massacro venne compiuto presso delle antiche cave di materiale vulcanico situate lungo la Via Ardeatina, a Roma, in segno di rappresaglia per l’azione partigiana avvenuta il giorno prima in pieno centro, in Via Rasella. Durante l’azione del 23 marzo i partigiani romani del nucleo GAP, avevano attaccato una colonna tedesca uccidendo 33 soldati. Per tutta risposta le autorità naziste decisero che per ogni tedesco morto venissero scelti dieci italiani, poi trucidati nelle cave dell’Ardeatina. Alla fine il numero di italiani scelti salì a 335, con cinque vittime in più rispetto al calcolo. Nell’immediato dopoguerra, le principali autorità responsabili della strage,ovvero gli ufficiali tedeschi Kappler e Priebke, vennero condannati all’ergastolo dalla giustizia italiana.

Per l’efferatezza dell’azione, per l’alto numero di vittime umane e per il particolare contesto, la strage delle Fosse Ardeatine è diventata un evento simbolo dell’occupazione nazista a Roma. Sul luogo del massacro è presente oggi un enorme memoriale, un sacrario monumento nazionale dove ogni anno le autorità si recano in omaggio alle vittime.