Stiamo combattendo da mesi la battaglia contro i rifiuti per strada, per la tutela dell’ambiente, contro l’inquinamento del mare e dei fiumi. Tutte emergenze che bisogna gestire come tali e che non lasciano spazio alla giusta e doverosa programmazione; non possiamo pensare che lo stesso avvenga per la crisi idrica che rischiamo di vivere da qui a breve. L’allarme è stato lanciato anche dalla SORICAL: una rete idrica disastrosa e spesso vetusta, un utilizzo scorretto dell’acqua, l’assenza di una politica per la conservazione dell’acqua piovana e la depurazione delle acque reflue, rappresentano i mali che rischiano di lasciarci a secco, mettendo a repentaglio l’agricoltura e tutta la nostra vita. È bene ricordare, infatti, che senza acqua potabile, senza acqua pulita, non possiamo vivere e, soprattutto, non siamo un Paese civilizzato.

“Passando al solo settore agricolo – continua Cufari – vorrei ricordare due cose fondamentali: la direttiva quadro sulle acque del 2000 dell’UE ha introdotto, tra le altre cose, i princìpi di uso sostenibile delle acque. L’obiettivo è evitare il deterioramento dei corpi idrici e raggiungere un buono stato qualitativo e quantitativo di tutti i corpi idrici dell’UE. La politica agricola comune (PAC) riveste un ruolo importante nella sostenibilità delle risorse idriche, offrendo strumenti che possono contribuire a ridurre le pressioni su queste ultime ma anche, ad esempio, finanziando l’adozione di tecnologie irrigue innovative che permettano di intervenire al momento giusto e con le giuste quantità. Ed infine, voglio ricordare le parole del Ministro Bellanova all’assemblea ANBI (l’Associazione nazionale dei consorzi di bonifica): “La gestione sostenibile della risorsa idrica e l’adattamento di questa ai cambiamenti climatici costituisce un tema sempre più rilevante per la nostra politica e per quel futuro verde che vogliamo realizzare”.
“Se non vogliamo incappare nell’ennesima emergenza calabrese, l’acqua, in quanto bene primario per la vita, deve subito diventare oggetto di programmazione, per lo sviluppo di soluzioni che ne consentano la maggiore tutela e la maggiore conservazione possibile”.
