Paura questa mattina in Friuli Venezia Giulia: un terremoto magnitudo ML 4.2 si è verificato al confine Italia–Slovenia alle 04:50:57, ad una profondità di 7 km. L’epicentro è stato rilevato a circa 17 km da Taipana e Pulfero.
L’evento è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma, ed è stato avvertito dalla popolazione di Udine, Gorizia, Trieste, Cividale del Friuli, Tarcento, Tricesimo, Gradisca d’Isonzo, Tarvisio, San Giovanni al Natisone, Tavagnacco (dati “Hai Sentito il Terremoto”).

Sono oltre 40 – ha precisato l’assessore alla Protezione Civile Riccardo Riccardi – le chiamate al numero d’emergenza della Protezione civile e più di 50 quelle arrivate al Nue 112 di cittadini allarmati per la scossa.
L’agenzia di stampa slovena Sta riporta che il sisma ha spaventato la popolazione locale, sia nelle zone a ridosso dell’epicentro, sia nella Slovenia centrale. “Alcune persone hanno avuto molta paura, perché la scossa non è stata lieve, molta gente ricorda ancora i terremoti di 16 e 22 anni fa“, ha dichiarato il sindaco di Kobarid, Marko Matajurc, citato dai media locali.
“Stavo dormendo e il letto ha iniziato a scuotersi, mi sono immediatamente svegliato“, “l’armadio ha iniziato a muoversi e a fare rumore, mi è sembrato che durasse a lungo“, “ho avuto paura, scossa abbastanza forte“: sono alcune delle testimonianze di persone residenti nell’area a ridosso dell’epicentro, disponibili sul portale dello Centro Euro-Mediterraneo.
“Geologicamente quest’area è la zona di contatto tra i thrust (faglie con movimento di tipo inverso) delle Alpi Meridionali, orientati prevalentemente est-ovest, e le strutture trascorrenti destre ed inverse del sistema dinarico, orientate in direzione nord ovest-sud est.
Questa zona rappresenta l’area di scontro tra la Placca Adriatica (che a sua volta rappresenta la parte più settentrionale della Placca Africana) e la Placca Europea. La Placca Adriatica da sud spinge contro la Placca Europea. Lo scontro tra le due placche è rilevabile dai dati geodetici forniti dai satelliti (dati GPS), che mostrano i vettori di movimento dei capisaldi posti nelle due placche e misurano un raccorciamento regionale di circa 2 mm/anno. La deformazione prodotta da questo raccorciamento si trasmette alle faglie sia inverse sia trascorrenti del Friuli e della Slovenia, inducendole a generare terremoti. Questo movimento, nel lungo termine, ha determinato il sollevamento delle catene montuose delle Alpi e delle Dinaridi; le catene montuose infatti si formano grazie all’attività di faglie con movimento di tipo inverso, cioè dove uno dei due blocchi separati dalla faglia sale sopra all’altro a causa della spinta tettonica.”
Il terremoto friulano-sloveno del 1511 è uno dei 3 grandi terremoti storici (magnitudo M?6.5) che determinano l’elevata pericolosità sismica delle Alpi orientali (insieme al “terremoto di Villach” del 1348 e al terremoto del Friuli del 1976), area per il resto caratterizzata da eventi frequenti ma di media entità, con magnitudo non superiore a 6.0.
L’evento sismico odierno è stato avvertito con un intensità fino al IV grado della scala MCS nella parte orientale del Friuli, come si vede dalla mappa determinata grazie ai questionari macrosismici di “Hai sentito il terremoto?” (944 questionari, aggiornamento ore 9.32).“
