Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha comunicato al Consiglio provinciale riunito da stamani per la discussione dell’assestamento di bilancio di una nuova fuga dell’orso M49 dal recinto protetto del Centro del Casteller dove si trovava dalle prime ore del 29 aprile scorso, dopo che il 28 era stato catturato in ottemperanza a specifica ordinanza emessa a seguito delle ripetute incursioni dell’animale in baite e altri manufatti.
L’orso nel corso della notte è riuscito a superare la barriera elettrica e, raggiunta l’ultima recinzione, ha divelto la rete elettrosaldata piegando l’inferriata dello spessore di 12 millimetri fino a ricavarne un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno.
Ad accorgersi dell’accaduto è stato il personale di guardia del recinto che, nonostante il fatto sia accaduto al di fuori del campo coperto dalle telecamere, ha notato come il segnale del radiocollare ad un certo punto partiva dall’esterno del recinto.
Sono state immediatamente disposte le procedure per ricostruire i movimenti dell’animale e per localizzarlo. Al momento risulta fermo in un’area della Marzola che i forestali stanno presidiando.
Ministro Costa: “Non va né rinchiuso né abbattuto”
“Come volevasi dimostrare Papillon, soprannome di Henri Charrière, il fuggiasco francese, è il soprannome migliore che potevamo scegliere per l’orso M49: questa mattina è fuggito per la seconda volta dal recinto in cui era stato rinchiuso. Ho sentito il presidente della provincia di Trento Fugatti e allertato Ispra. La mia posizione rimane la stessa: ogni animale deve essere libero di vivere in base alla sua natura. Papillon ha il radiocollare e quindi rintracciabile e monitorabile facilmente: non ha mai fatto male a nessuno, solo danni materiali facilmente rimborsabili. Chiediamo che non venga rinchiuso e assolutamente non abbattuto“: lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa su Facebook.
Brambilla: “Fugatti non si azzardi a toccare M49”

Papillon (M49) di nuovo in fuga, WWF: libertà per l’orso M49 con un attento controllo dei suoi spostamenti
Il WWF Italia chiede una nuova occasione in natura per M49, chiamato Papillion per la sua capacità di scappare dai luoghi di detenzione in cui era rinchiuso, “con un monitoraggio intensivo dei suoi spostamenti, oggi possibile grazie al radiocollare di cui è dotato l’animale, che consenta di tracciare i suoi movimenti e prevenire eventuali situazioni di rischio. E ribadisce la necessità di investire energie e risorse nella prevenzione dei danni e nella corretta informazione, per favorire in modo concreto la convivenza con l’uomo ed evitare il ripetersi di simili episodi in futuro.
M49 non ha mai mostrato comportamenti potenzialmente pericolosi per le persone, e lo stesso PACOBACE (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali) prevede in primo luogo, nel caso di orsi che provocano danni ripetuti a patrimoni, anche ipotesi di gestione alternative alla captivazione, come la cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio.
La seconda fuga di M49, oltre all’inadeguatezza dei protocolli di sicurezza messi in atto dalla PAT in questo frangente, dimostra come la natura si può conservare, ma non ingabbiare o controllare. L’orso è una specie protetta sia da Direttive internazionali che da leggi nazionali (Legge 157/92), e gli interventi di cattura e captivazione devono rispettare alcune fondamentali condizioni di necessità e proporzionalità, che mancavano in passato e mancano tutt’oggi, al fine di garantire tanto le attività umane sul territorio quanto la conservazione di una specie chiave per gli ecosistemi.”
Animalisti Italiani: “Trento continua a far parlare di sé per la cattiva gestione dei plantigradi”
Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani, ha dichiarato: “Trento, Provincia tristemente famosa per aver già ammazzato ben 2 mamme orso, Daniza e KJ2 con i cuccioli al seguito, continua a far parlare di sé per la cattiva gestione dei plantigradi.
Più volte come Animalisti Italiani ci siamo scagliati contro i mortiferi “piani di gestione degli orsi e dei lupi”; lo abbiamo fatto con tutte le nostre forze e continueremo a farlo, ben consci che tutelare la vita di chi non può difendersi e non ha colpe sia il fondamento di ogni vero progresso morale e civile”.
“Cos’altro deve succedere per far capire all’uomo che il plantigrado chiede solo di essere lasciato in pace?” aggiunge Riccardo Manca Vice Presidente degli Animalisti Italiani. “In virtù di enormi interessi economici stiamo assistendo a un autentico depauperamento della biodiversità oltre che a un’indebita intromissione nelle leggi perfette di Madre Natura. L’orso è una specie altamente protetta e i casi di pericolo per l’uomo sono praticamente inesistenti; siamo noi ad aver invaso il loro habitat e non il contrario”.
Orso M49 in fuga dalla sua prigione: Oipa diffida Fugatti dall’emanare un’ordinanza d’abbattimento
“Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, fa sapere che l’orso M49 è di nuovo scappato dal recinto del Centro Faunistico di Casteller. La prova dell’incapacità dell’Amministrazione provinciale di gestire la reintroduzione dell’orso in Trentino. Diffidiamo il presidente Fugatti dall’emanare una nuova ordinanza di abbattimento, così come ha fatto per l’orsa JJ4, abbattimento sospeso dal Tar”, dichiara il presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto. “Speriamo non costringa noi e le altre associazioni a una nuova battaglia legale per la difesa della vita di un animale che prima si è voluto reintrodurre a forza in un territorio da cui era naturalmente scomparso e cui poi si dà la caccia”.
Per l’Oipa l’ennesima fuga di M49 da Casteller dimostra “la sofferenza che questo giovane esemplare nato libero sta provando Ricordiamo che il Pacobace (Piano di azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro orientali ) prevede all’articolo 3 la possibilità, in caso di orso “problematico” (sempre se M49 sia da considerare tale) di procedere con azioni preventive come, per esempio, la cattura con rilascio allo scopo di spostamento in zona idonea e non per forza, come invece fatto dalla Provincia autonoma di Trento, la cattura per captivazione permanente.”