Una costellazione nella Via Lattea che potrebbe aver avuto origine altrove. Si chiama Nyx (il nome deriva dalla dea greca della notte) ed è stata scoperta nella nostra galassia dagli esperti dell’Universita’ del Texas ad Austin, della Caltech University, della Northwestern University, e delle Universita’ della California San Diego e Berkeley. Nello studio, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, è stato identificato un insieme di 250 stelle nella costellazione di Nyx, ritenute il residuo di una galassia nana che eoni fa si sarebbe fusa con la Via Lattea. “Questa ricerca – dichiara Lina Necib, studentessa post dottorato presso la Caltech University- si basa sull’utilizzo combinato di simulazioni cosmologiche e dati ottenuti grazie al satellite Gaia, dell’Agenzia spaziale europea (ESA), elaborati grazie a un supercomputer e ad algoritmi di deep learning”. “Questa struttura – continua la scienziata – e’ piuttosto interessante perche’ sarebbe stata impossibile da rilevare senza l’aiuto di un sistema di deep learning e l’elaborazione di un sistema a diverse fasi con nove simulazioni principali. I supercomputer hanno impiegato mesi per effettuare i calcoli di ogni singola fase”.
Il team prevede di esplorare ulteriormente Nyx utilizzando i telescopi a terra. “Osservando il cosmo – continua la ricercatrice – a volte e’ possibile notare gruppi di stelle che si muovono insieme in un modo particolare e solitamente c’e’ una ragione specifica per questi movimenti. Abbiamo sviluppato simulazioni altamente dettagliate di galassie realistiche nell’ambito di un progetto chiamato FIRE (Feedback In Realistic Environments) per comprendere meglio la struttura della nostra galassia”.
“Il prossimo step – conclude Necib – sara’ quello di osservare Nyx con gli strumenti da terra. Cio’ potrebbe fornire informazioni sulla composizione chimica del flusso e altri dettagli utili. Stiamo sviluppando strumenti computazionali che saranno disponibili per molte aree di ricerca e anche per ambiti non strettamente legati alla ricerca“.
