Un “dolore senza eguali”. Così il Principe William ha descritto la morte della madre, la principessa Diana. Affrontare quella terribile perdita ha significato “dover relazionarsi con altre persone che hanno subito un lutto. Certo ho sentito che alcune attività svolte mi hanno avvicinato al dolore di alcune famiglie con cui avevo a che fare, e che hanno condiviso le stesse esperienze”. Il principe ha ricordato, ad esempio, il servizio svolto come pilota di eliambulanze per l’EAAA, l’East Anglian Air Ambulance: “Ho capito come la morte può essere sempre dietro la porta. E anche in ambiti, come quelle dell’esercito, dove i sentimenti tendono a essere messi da parte, ho capito quanto ci sia bisogno di relazionarsi, di parlare”.
Il tragico incidente automobilistico in cui perse la vita Lady D avvenne a Parigi il 31 agosto 1997, quando la bella e malinconica principessa aveva solo 36 anni. Nuovi dettagli sono emersi sulla dinamica di quella tragedia, tanto importanti che potrebbero far riaprire il caso, secondo la stampa britannica. A rivelarli è un testimone oculare dello schianto, Le Van Thanh, che sarebbe stato a bordo della Uno, la vettura che inseguiva la Mercedes su cui si trovava la Principessa insieme al compagno Dodi Al-Fayed. Quella notte presero entrambi la vita, insieme all’autista. Unico sopravvissuto in quel terribile incidente è la guardia del corpo, Trevor Rees-Jones.
La confessione, insieme ad altre, è contenuta in un libro di prossima uscita, Diana: Case Solved. Ma il magazine New Idea ha anticipato parte del contenuto dell’inchiesta condotta da Colin McLaren, a lquale Le Van Thanh ha dichiarato: “Stavo guidando la Uno e all’improvviso l’auto di Diana mi è piombata addosso”. A causare il terribile impatto sarebbe stata una vettura francese. “La polizia ha ricostruito la dinamica dello schianto ma non ha fatto trapelare nulla per proteggere il loro connazionale che avrebbe causato la morte di Diana”. Ma il testimone ha anche sostenuto qualcosa di più inquietante, rifiutandosi di fornire altri particolari perché “oltre alla polizia sono coinvolte molte persone potenti”.
