Esplosioni Beirut: arrivano gli aiuti da tutto il mondo, l’Italia invia due aerei dell’aeronautica militare

Aiuti umanitari da tutto il mondo a Beirut: dall'Italia partono due velivoli C-130J dell'Aeronautica Militare

Dopo le incredibili esplosioni che hanno devastato ieri la città di Beirut e la conseguente mobilitazione della comunità internazionale per inviare al più presto aiuti umanitari, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha immediatamente messo a disposizione della Protezione Civile, per il tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore Difesa, due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare. Lo fa sapere lo Stato Maggiore della Difesa. I velivoli, appartenenti alla 46esima Brigata Aerea di Pisa, decolleranno nelle prossime ore, come da ordine del Comando delle Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, con a bordo un team composto da vigili del fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia Cbrn (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare). Una seconda missione è prevista per domani, dedicata al trasporto di materiale umanitario e medico.

Il Settimo Reggimento Difesa Cbrn ”Cremona” è il reparto dell’Esercito deputato ad assolvere compiti in materia di difesa specialistica Cbrn (Chimica, Batteriologica, Radiologica, Nucleare). Sul territorio nazionale, così come in tutti i teatri operativi in cui sono impiegate le Forze Armate italiane, assetti specialistici del Settimo garantiscono le attività peculiari di rivelazione, identificazione, campionamento e decontaminazione. Il C-130J, in dotazione alla 46esima Brigata Aerea di Pisa, è un velivolo da trasporto di personale, materiali e mezzi, spesso utilizzato anche in attività di supporto a favore della collettività, come nel caso di trasporti sanitari d’urgenza, di pazienti in imminente pericolo di vita, che richiedono l’imbarco di una ambulanza o in bio-contenimento. Questi velivoli sono stati utilizzati recentemente anche per il trasporto di materiale sanitario in tutto il Paese, nonché per il trasporto di aiuti  umanitari in Paesi colpiti da calamità, come ad esempio nel caso dell’Ucraina, a seguito dell’alluvione di giugno, per citare solo il caso più recente.

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha chiamato il premier libanese Hassan Diab per garantire il sostegno e l’aiuto degli Stati Uniti al Libano dopo le esplosioni che hanno causato almeno 135 vittime e migliaia di feriti a Beirut. Nella telefonata con Diab, Pompeo ha dichiarato “la nostra ferma intenzione ad assistere il popolo libanese“, come afferma una nota del Dipartimento di Stato. Inoltre, il capo della diplomazia Usa ha assicurato “la nostra solidarieta’ e il sostegno per il popolo libanese che lotta per la dignita’, la prosperita’ e la sicurezza che si merita”.

La Gran Bretagna trasferirà fino a 5 milioni di sterline a Beirut ed è pronta a inviare aiuti per la ricerca, il salvataggio e il supporto medico alla popolazione colpita ieri dalle esplosioni nella capitale: lo ha confermato oggi il capo della diplomazia di Londra, Dominic Raab. “Ovviamente vogliamo assicurarci di avere esattamente ciò che è adattato alle esigenze libanesi, ecco perché ho appena parlato con il primo ministro” di Beirut, ha detto Raab, aggiungendo che il numero di cittadini del Regno Unito che sono stati probabilmente uccisi o feriti nell’esplosione non è ancora noto.