Esplosioni a Beirut con centinaia di feriti. Fonti della sicurezza hanno riferito che nelle due esplosioni verificatesi al porto di Beirut sono rimaste ferite ‘decine’ di persone. Ma il bilancio potrebbe essere decisamente più disastroso. Un’apocalisse, dicono in molti. Sebbene non vi sia alcun dato certo sul numero di feriti provocati dall’esplosione il ministero della Salute libanese parla di un “gran numero di feriti” e chissà quanti morti. Il ministro della Salute, Hamad Hassan, ha predisposto l’accoglienza di tutti i feriti negli ospedali a spese del dicastero. Finora sono poco chiari i contorni di quanto e’ accaduto. Sembra che l’esplosione sia avvenuta all’interno del settore 12 del porto di Beirut, in un silos di grano, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa “Nna”. Altre fonti riferiscono dell’esplosione di un magazzino di petardi. L’esplosione di un grande edificio, documentata da numerosi video che circolano sui social network, sarebbe avvenuta dopo che un’alta colonna di fumo era gia’ ben visibile all’orizzonte. In precedenza, fonti stampa citate dal sito informativo “Lebanon 24” hanno riferito di una forte esplosione avvenuta a Beirut, capitale del Libano, davanti all’ingresso di Bayt al Wasat, sede del partito Al Mustaqbal. Secondo quanto dichiarato dall’emittente “Lbci“, “Saad Hariri (leader di Al Mustaqbal ed ex capo del governo) sta bene e prosegue i suoi contatti“. Al momento non sono noti i motivi dell’esplosione. L’esplosione avviene a pochi giorni dall’annuncio del verdetto del Tribunale speciale per il Libano istituito dalle Nazioni Unite per far luce sull’omicidio dell’ex primo ministro, Rafiq Hariri, ucciso in un attentato il 14 febbraio del 2005.
Sono almeno 27 i morti e 2.500 i feriti nelle esplosioni a Beirut. Lo ha detto il ministro della Salute libanese dando il primo bilancio preliminare delle vittime. Un cittadino intervistato dall’emittente “Al Arabiya” ha detto di aver udito due esplosioni, una piu’ contenuta e l’altra più forte.
La capitale libanese è letteralmente sconvolta. Decine, forse centinaia, di persone sono rimaste ferite e molti potrebbero essere i morti. Alcune intrappolate sotto le macerie di edifici circostanti abbattuti dalla deflagrazione: secondo l’agenzia turca Anadolou, è interamente crollato un edificio di tre piani. L’onda d’urto ha mandato in frantumi i vetri e fatto saltare le porte degli edifici per un raggio di diversi chilometri. Alcuni distretti sono rimasti senza elettricità. A essere pesantemente colpito e’ stato il distretto commerciale di Hamra dove interi negozi sono stati completamente distrutti, finestre infrante e molte macchine danneggiate. Tante persone, insanguinate, si sono affollate fuori dal Clemenceau Medical Center. Un’enorme nuvola di fumo nero ha inghiottito l’intera area portuale. Sui social aumentano di minuto in minuto le immagini dell’esplosione avvenuta nel periodo della peggiore crisi economica degli ultimi decenni, che ha lasciato quasi la meta’ della popolazione in povertà; e in un momento in cui gli ospedali sono già messi a dura prova per la pandemia da nuovo coronavirus.
“Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano”, lo ha dichiarato in lacrime il governatore della capitale libanese, Marwan Abboud.
Le esplosioni al porto di Beirut, in Libano, sono state avvertite anche a Larnaca, a Cipro, a 200 chilometri dal porto della capitale libanese.
