Sono stati risolti i problemi della navicella Mars 2020 della NASA, diretta verso Marte con il rover Perseverance: dopo il lancio del 30 luglio era entrata in “safe mode”, aveva cioè spento gli strumenti non essenziali alla navigazione dopo che la temperatura era risultata più bassa del previsto durante il passaggio nella zona d’ombra della Terra.
“Adesso potremo dedicarci al viaggio interplanetario“, ha affermato il vice responsabile della missione Matt Wallace, del JPL della NASA. “Prossima fermata il cratere Jezero“.
Dopo il lancio, il veicolo spaziale aveva rilevato una temperatura più fredda di quella prevista passando nell’ombra della Terra, ma, una volta tornato alla luce del Sole, ha inviato il suo segnale a Terra, alle antenne della stazione Deep Space Network della NASA. Il segnale troppo vicino aveva disturbato la rete, creando un problema nelle comunicazioni che è stato presto risolto, già verificatosi in passato per altre missioni.
Mars 2020 segue altre 2 missioni con obiettivo Marte, la sonda Hope degli Emirati Arabi Uniti, lanciata il 21 luglio, e quella cinese Tianwen 1, lanciata il 23 luglio. Per tutte e tre le missioni l’arrivo è in programma nel febbraio 2021.
La missione Mars 2020 della NASA

La missione Mars 2020 porterà su Marte il quinto rover americano, Perseverance, e il primo drone elicottero Ingenuity, la prima macchina che tenterà di volare su Marte.
Con un sofisticato pacchetto di strumenti scientifici, un braccio robotico, l’elicottero Ingenuity, 25 telecamere e i primi microfoni per registrare il suono sul Pianeta Rosso, la missione Mars 2020 della NASA è la più avanzata mai inviata su un altro pianeta.
L’arrivo su Marte è previsto nel febbraio 2021, con l’atterraggio in programma nel cratere Jezero, che in passato ha ospitato l’antico delta di un fiume che potrebbe essere stato in grado di sostenere la vita. Perseverance esplorerà il cratere per almeno un anno, che equivale a quasi due anni terrestri, per cercare tracce di vita o provare che l’antico fiume fosse davvero un ambiente in grado di ospitarla, analizzando il suolo e raccogliendo campioni di roccia che saranno portati sulla Terra da una futura missione di recupero.
“Questa è la prima volta nella storia che la Nasa ha dedicato una missione a ciò che chiamiamo astrobiologia, la ricerca della vita“, ha dichiarato l’amministratore dell’Agenzia Jim Bridenstine.
Oltre alla ricerca delle firme della vita passata o presente, “la missione preparerà dei campioni da riportare sulla Terra in futuro e preparerà la futura esplorazione umana,” ha sottolineato Adam Steltzner, a capo della missione Mars 2020, presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA.
Saranno testati i materiali destinati a tute e casco dei futuri astronauti che andranno su Marte e che dovranno schermarli dalla grande quantità di raggi cosmici e radiazioni che arrivano sulla superficie del Pianeta Rosso a causa della sottile atmosfera. A bordo di Perseverance ci sarà lo strumento Sherloc (Scanning Habitable Environments with Raman & Luminescence for Organics & Chemicals) che avrà l’obiettivo di testare i campioni.
Mars 2020 non è l’ultima missione con obiettivo Marte: in seguito sarà la volta di quella europea (ha mancato l’attuale finestra di lancio, in cui i pianeti si trovano a circa 34 milioni di km, e dovrà attendere la prossima, nel 2022).
Si chiama Exomars 2022 la missione ESA e Roscosmos: prevede l’invio del rover Rosalind Franklin, che dovrà raccogliere campioni della superficie marziana.
Rosalind Franklin sarà dotato di quattro strumenti, principalmente spettrometri, fotocamera, e rilevatore di neutroni.