Mistero sulla strage di elefanti in Botswana, morti centinaia di esemplari: potrebbe essere una tossina naturale

Gli elefanti erano diventati deboli, letargici ed emaciati e sono morti a centinaia: potrebbero aver ingerito un tipo di batteri che nelle acque stagnanti diventano tossici

Centinaia di elefanti erano stati trovati stesi al suolo nel Delta dell’Okavango e la situazione aveva portato a lanciare l’allarme: gli elefanti del Botswana stanno morendo. Da mesi, i conservatori della fauna selvatica stanno indagando per capire cosa ci sia alla base di questa strage. Sin da subito era stata esclusa l’ipotesi bracconaggio, visto che le loro zanne erano intatte, così come quella di un nuovo virus che li stava sterminando. Ora è stata avanzata una nuova ipotesi: ad uccidere gli elefanti del Botswana, Paese dell’Africa meridionale con la più grande popolazione di elefanti del mondo (circa 130.000), potrebbe essere una tossina presente in natura.

Credit: Save Elephant Foundation

I test preliminari condotti in vari Paesi non sono stati del tutto conclusivi e altri sono in corso di realizzazione. Ma sulla base di alcuni dei risultati preliminari che abbiamo ricevuto, stiamo esaminando le tossine presenti in natura come la potenziale causa”, ha dichiarato Cyril Taolo, capo del dipartimento Fauna e parchi. Quindi, anche se non si è arrivati a una fase conclusiva dell’indagine, i ricercatori parlano di tossine naturali che si trovano nell’acqua. I campionamenti non hanno dimostrato anomalie o presenza di inquinanti, ma gli elefanti potrebbero aver ingerito un tipo di batteri che nelle acque stagnanti diventano tossici. “La nostra principale attenzione è ora lo studio di fattori ambientali più ampi come le tossine prodotte naturalmente dai batteri che si trovano nell’ambiente, come i corpi idrici”.

Le morti erano state segnalate per la prima volta da un ente benefico per la conservazione della fauna selvatica, Elephants Without Borders (EWB) che aveva notato che gli elefanti erano diventati deboli, letargici ed emaciati e alcuni mostravano segni di disorientamento, difficoltà a camminare o zoppicavano.

Il Governo aveva inviato campioni ai laboratori in Botswana, Sudafrica, Zimbabwe e Stati Uniti per i test, che hanno portato a questa nuova ipotesi, anche se ancora si aspettano i tossicologici dal Sudafrica. “È un gioco ad eliminazione in cui iniziamo a testare le cause più comuni per poi passare a quelle meno comuni. Dobbiamo quindi verificare e confermare questi risultati da diversi test di laboratorio, ma quella della tossina naturale è una strada percorribile”, ha concluso Taolo.