Quando si parla di collegare Calabria e Sicilia, è sempre un caos di proposte, annunci e promesse non mantenute. Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di Ponte sullo Stretto di Messina. Anzi no. Stavolta si parla di Tunnel nello Stretto. Le dichiarazioni che hanno scatenato un mare di reazioni sono arrivate dal Premier Giuseppe Conte, che ha parlato di “un miracolo di ingegneria, una struttura leggera ed ecosostenibile e nel caso anche sottomarina”.
Il progetto è quello presentato dall’ingegnere Giovanni Saccà. “E’ rimasto agli atti – ha spiegato nei giorni scorsi Saccà all’Agi – ma guardi che, semplicemente, noi abbiamo oggi la possibilità e gli strumenti per mettere in atto ciò che scrisse nel 1870 l’ingegnere Albero Carlo Navone”, quando ipotizzò “un tunnel sottomarino da realizzarsi tra Villa San Giovanni e Ganzirri, con una visione che, 150 anni dopo, consideriamo ancora moderna”.

Il tunnel costituirebbe un prolungamento del contratto di programma che riguarda la galleria Gioa Tauro-Villa San Giovanni. “Si tratta di allungarla per 4 km – spiega Saccà, dirigente del gruppo Fs e presidente della commissione Infrastrutture dell’ordine degli ingegneri della Lombardia – e farla risalire in Sicilia per altri 17, fino a farla collegare con i binari ferroviari per Catania e Palermo, con due stazioni sotterranee nel comune di Messina”. Quanto all’attraversamento per i veicoli, Saccà ipotizza “un secondo tunnel, ma più corto”, da realizzare dopo quello ferroviario. Quanto ai tempi di realizzazione e ai costi, il tunnel verrebbe realizzato in circa 5 anni, con un esborso di 1,5 miliardi, cui “bisognerà aggiungere il costo di tutte le opere accessorie che dovranno essere realizzate sia in Calabria sia in Sicilia (nuove stazioni eccetera) e ovviamente le opere compensative che per queste verranno richieste”.