Era probabilmente annidato in un rubinetto dell’acqua utilizzata dal personale della Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona il Citrobacter, batterio che ha causato la morte di quattro bambini tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, e che ha indotto i responsabili sanitari alla chiusura del nosocomio. E’ la conclusione a cui giunge la relazione di una delle due commissioni nominate dalla Regione Veneto, e di cui un’anticipazione e’ stata pubblicata oggi dal Corriere del Veneto. Si tratta della cosiddetta “commissione esterna“, coordinata da Vincenzo Baldo, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università di Padova. Un’altra relazione, che sarà consegnata alla Procura della repubblica di Verona, è composta da membri interni all’amministrazione regionale. Secondo le conclusioni della commissione esterna, il Citrobacter avrebbe colonizzato il rubinetto probabilmente a causa di un mancato o parziale rispetto delle misure d’igiene; un altro errore potrebbe essere stato di ricorrere all’acqua del rubinetto e non ad acqua sterile. I primi controlli da parte dei vertici dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Verona erano stati avviati a gennaio poi erano stati interrotti a causa dell’emergenza Covid. L’intero reparto di Ostetricia – Punto nascite, Terapia intensiva neonatale e Terapia intensiva pediatrica – e’ stato riaperto oggi, dopo che il 12 giugno scorso il direttore generale dell’Aou veronese, Francesco Cobello, ne aveva disposto la chiusura, procedendo alla totale sanificazione degli spazi.
LA PROTESTA DI UNA MAMMA

Citrobacter: uno dei batteri più pericolosi
Il genere Citrobacter e’ stato scoperto nel 1932 da Werkman e Gillen. Questi organismi si trovano nel suolo, nell’acqua, nel tratto intestinale degli animali e in campioni clinici umani. I membri del genere Citrobacter sono bastoncini gram-negativi appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae e, come suggerisce il nome, di solito utilizzano il citrato come unica fonte di carbonio. Il genere e’ ora composto da 11 specie separabili in base alle loro caratteristiche biochimiche. Di questi, il Citrobacter koseri e’ stato associato a casi di meningite neonatale e ascesso cerebrale e Citrobacter freundii con gastroenterite, meningite neonatale e setticemia. E’ noto per causare infezioni del tratto urinario, delle vie respiratorie, del sangue e di altri siti normalmente sterili nel corpo associati all’assistenza sanitaria. La causa principale e’ un sistema immunitario debole e attenuato e il funzionamento del corpo. Un sistema immunitario fragile rende il corpo piu’ vulnerabile e predisposto a Citrobacter freundii, innescando infezioni del tratto urinario o intestinale o meningite. I pazienti ospedalizzati, soprattutto quelli che sono stati ricoverati per un periodo di tempo prolungato, sono piu’ vulnerabili alle infezioni.