Ospite dello EuroScience Open Forum (Esof) di Trieste, in occasione di una conferenza organizzata da Altec sulla missione europea Exomars, Paolo Nespoli, l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa), ha parlato del sogno Marte. Nespoli sogna una missione su Marte nel nome dell’intera umanita‘. Il Pianeta Rosso “continua a essere un obiettivo sfuggente dello spazio: ci sembra a portata di mano perche’ e’ realtivamente vicino, eppure non e’ facile, per arrivarci serve un forte salto, c’e’ una grande complessita’ da affrontare. La voglia di arrivare su Marte c’e’, anche per rispondere a una delle domande ancestrali, ovvero se siamo soli nell’Universo: sarebbe bello poter capire tecnicamente se su Marte c’era o c’e’ ancora vita“, ha dichiarato Nespoli.

La sfida non e’ fra noi umani ma verso la conoscenza, sottolinea Nespoli, che si dice convinto del ruolo chiave che giocheranno i robot al nostro fianco. “Contrariamente a quanto si pensa, i robot non sono in competizione con noi: sono macchine che fanno lavori che noi umani non possiamo o non vogliamo fare. Ci permetteranno di acquisire informazioni assolutamente necessarie per imparare a gestire un astronauta su Marte, ma potranno essere usati anche per costruire mattoni con il terriccio marziano e assemblare cosi’ delle case per un avamposto destinato agli umani“, ha concluso Nespoli.