Una ragazza di vent’anni è morta dopo essere stata inseguita e speronata dal fratello, dieci anni più grande di lei. E’ accaduto nella notte dell’11 settembre ad Acerra, in provincia di Napoli. La vittima, in base a quanto ricostruito dai carabinieri, è stata aggredita perché lesbica: al momento dei fatti si trovava in moto insieme alla fidanzata, con la quale stava per andare a convivere.
Maria Paola Gaglione, è morta così, tragicamente, dopo essere stata inseguita e speronata dal fratello Michele Antonio Gaglione, poi fermato dai carabinieri. Ferita anche la fidanzata della vittima. Le due ragazze stavano viaggiando da Caivano ad Acerra quando sono state raggiunte dal ragazzo, anch’egli a bordo di uno scooter. Il giovane ha tamponato con violenza la coppia e le due sono cadute a terra, in via degli Etruschi. Maria Paola è morta sul colpo mentre la compagna è rimasta ferita, ma non in pericolo di vita. All’arrivo dei carabinieri, Michele Antonio, disoccupato e incensurato, è stato portato in caserma e sottoposto a fermo.
“Ho fatto una stronzata. Non volevo uccidere nessuno, ma dare una lezione a mia sorella e soprattutto a quella là che ha ‘infettato’ mia sorella che è stata sempre ‘normale’“. Così Antonio Gaglione, ora in carcere per omicidio e violenza privata aggravata da omofobia, a quanto riporta “Il Mattino“, ha spiegato ai carabinieri della caserma di Acerra, diretta dal maresciallo Giovanni Caccavale, il perché del folle gesto che lo ha spinto a speronare lo scooter con a bordo la sorella gay e la sua compagna, uccidendo la prima e ferendo la seconda.
