Le nuove scoperte della missione OSIRIS-REx della NASA suggeriscono che l’interno dell’asteroide Bennu potrebbe essere piu’ debole e meno denso dei suoi strati esterni. Questo e’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances e condotto dal team OSIRIS-REx dell’Universita’ del Colorado a Boulder, che hanno analizzato i dati e proposto nuove ipotesi sull’evoluzione degli asteroidi. “Bennu – spiega Daniel Scheeres dell’Universita’ del Colorado a Boulder – e‘ un asteroide in orbita attorno al Sole a piu’ di 320 milioni di chilometri dalla Terra che alla fine del 2018 e’ stato raggiunto dalla missione OSIRIS-Rex, e da allora la sonda, costruita dalla Lockheed Martin del Colorado, ha studiato il corpo celeste in modo estremamente dettagliato“. Il team ha utilizzato gli strumenti di navigazione e una serie di dispositivi di OSIRIS-REx, per mappare il campo gravitazionale dell’asteroide. “Misurare un campo gravitazionale con precisione sufficiente – commenta Jay McMahon, collega e coautore di Scheeres – fornisce indizi sulla posizione e la conformazione della massa di cui un oggetto e’ composto”.

Gli autori spiegano che Bennu appartiene a una classe di corpi piu’ piccoli, formati da una serie di detriti. “In realta’ – osserva Scheeres – gli asteroidi cambiano molto piu’ di quanto si possa pensare. Fattori come la luce solare, il vento, le orbite e le gravita’ dei corpi che incontrano nel loro cammino possono influenzare il modo in cui avvengono le collisioni tra asteroidi”. “Speravamo di apprendere qualcosa della storia di questo asteroide – conclude Scheeres – in modo da avere una visione migliore su come questi asteroidi si siano evoluti nel corso di milioni, centinaia o miliardi di anni. I risultati hanno superato le nostre aspettative”.
