Coronavirus, le richieste delle Regioni al Governo: “Didattica a distanza alle superiori, stretta palestre? Tutelare le squadre”

"Sulle piscine e le palestre si valuti di tutelare almeno le squadre, che possono rispettare i nuovi protocolli"

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Orari scaglionati per le scuole e favorire il più possibile la didattica a distanza pe rle scuole superiori”. E’ quanto chiesto dalle Regioni al governo durante il vertice di oggi. Alcune Regioni, come l’Umbria, hanno annunciato per le scuole superiori l’idea di introdurre “la didattica a distanza per un periodo limitato, allo scopo di consentire in 15 giorni di capire e studiare l’evoluzione della pandemia”.

Sulle piscine e le palestre si valuti di tutelare almeno le squadre, che possono rispettare i nuovi protocolli”. E’ quanto ha spiegato – a quanto si apprende – il presidente della Confernza delle Regioni e governatore del’lEmilia Romagna, Stefano Bonaccini durante il vertice con il governo in merito all’ipotesi di una eventuale stretta su palestre, piscine e attivita’ sportive nel prossimo Dpcm. Ristorare le attività che sono state chiuse in questi mesi, come le discoteche e le sale da ballo, e quelle che eventualmente dovessero essere chiuse in futuro. E’ quanto ha chiesto il presidente della Regione Emilia Romagna, a quanto si apprende, nel corso del confronto tra governo e Regioni che si è svolto questa mattina. “Serve un segnale di attenzione per discoteche e attività chiuse”, ha sottolineato Bonaccini.

“Sono disponibile a ricominciare gli acquisti centralizzati di tamponi, reagenti e test antigenici per arrivare a 200mila tamponi molecolari al giorno e 100mila test rapidi antigenici al giorno“. E’ quanto ha detto, secondo quanto si apprende, il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri rivolgendosi alle Regioni nel corso del confronto con il governo che si è tenuto in collegamento dalla sede della Protezione civile. “In questa settimana abbiamo raggiunto il picco di oltre 150mila tamponi effettuati al giorno, un numero che deve aumentare visto l’evolversi della pandemia“, ha poi sottolineato il commissario.

“Non siamo in una fase drammatica. I ventilatori sono nella disponibilita’ delle Regioni. La seconda ondata e’ diversa dalla prima, ma piu’ ci aiutano gli italiani e minore sara’ la necessita’ di misure drastiche. Dobbiamo fare piu’ tamponi, diventare piu’ forti e tempestivi, e piu’ test molecolari soprattutto in queste settimane“.