Derek Mahon, uno dei poeti contemporanei di lingua inglese più originale, soprattutto contro le tensioni e le violenze dell’Irlanda del Nord, è morto a 78 anni dopo una breve malattia. Mahon è deceduto la notte scorsa nella città irlandese di Cork. Annunciando la sua scomparsa l’editore Gallery Press lo ha definito un “maestro della poesia” e un “artista puro“. All’inizio della pandemia di coronavirus nello scorso marzo, sulla tv pubblica irlandese a conclusione del notiziario serale Mahon lesse la sua iconica poesia “Andrà tutto bene“, e da allora divenne lo slogan più diffuso durante il lockdown in tutto il mondo. Nelle sue raccolte poetiche ha affrontato temi legati alla quotidianità, ma anche all’identità, alle radici culturali, alla brutalità della storia, in maniera a volte ironica a volte malinconica.
In “The hunt by night” (1982), che trae il titolo da una poesia dedicata al dipinto “La caccia notturna” di Paolo Uccello, Mahon affronta il nodo civiltà-barbarie in un linguaggio asciutto che sottolinea l’impotenza dell’uomo di fronte alla violenza della storia. Lo stesso tema è sviluppato in “A Kensington notebook” (1984) e in “Antarctica” (1985), utilizzando modelli tratti da tradizioni antiche e moderne. Ancora più scabro il linguaggio dei successivi “The Yaddo letter” (1992), “The Hudson letter” (1995), “The yellow book” (1997), dove la parola poetica, nel tentativo di dar voce a un universo sempre più disincarnato e muto, raggiunge le estreme frontiere della dicibilità.
Tra le raccolte più recenti “Harbour lights” (2005). Mahon è autore, oltre che di traduzioni, di adattamenti televisivi e riscritture teatrali dai classici greci (“The Bacchae: after Euripides”, 1991) e francesi (“The school for wives: a play in two acts after Molière”, 1986; “Racine’s Phaedra”, 1996, “Cyrano de Bergerac”, 2004). Ha curato, insieme a Peter Fallon, “The Penguin book of contemporary Irish poetry” (1990). Ha raccolto i suoi scritti giornalistici in “Journalism: selected prose 1970-1995” (1996). Numerose le raccolte delle sue poesie (“Collected poems”, 1999; “Selected poems”, 2000).
