Con l’abbassamento delle temperature aumenta anche l’incidenza della “cervicale” in quanto freddo e umidità favoriscono contratture e irrigidimento muscolare, soprattutto in chi soffre di problemi connessi e pregressi.
Oltre agli eventuali traumi al collo, alcune situazioni frequenti aumentano il rischio di contratture (tenere il telefono tra collo e spalla, sedersi “incurvati” davanti al pc, ruotare la testa in modo brusco quando si fa retromarcia).
Le variazioni meteo a volte possono complicare ulteriormente la situazione: riguardo l’umidità bisogna rendere sano l’ambiente in cui si vive, come ad esempio aprendo le finestre al mattino, ventilando il più possibile le stanze e mantenendo una temperatura tra 18 e 20°C.
Dolore alla cervicale: qual è la causa più frequente e come prevenire le recidive di cervicalgia

“Molti, uomini e donne, indipendentemente dalla loro età sono costretti a vivere con dolori ricorrenti ed invalidanti al collo. Le cause della cervicalgia sono molteplici, una delle più frequenti è la postura scorretta che ognuno di noi, involontariamente, assume in ufficio, a casa, in bicicletta, in moto, in automobile e perfino calzature inidonee con tacchi eccessivamente alti. Nella maggior parte dei casi il fastidio e il dolore possono essere così importanti ed invalidanti che ne impediscono anche i più banali movimenti del collo e della testa, a volte si associano ad una sensazione di ottundimento, tanto il dolore è costante,” afferma Mario Manca, presidente degli Ortopedici e Traumatologi d’Italia (O.T.O.D.I.) durante il 12° Trauma Meeting.
Per alleviare il dolore, gli ortopedici Otodi suggeriscono di sottoporsi ad una valutazione specialistica, per avere una diagnosi clinica e di conferma dell’origine del problema. Potranno essere utili farmaci analgesici, associati a volte a farmaci rilassanti la muscolatura contratta, cicli rieducativi e di fisioterapia. Se la sintomatologia dovesse persistere o associarsi a dolori che si irradiano lungo un braccio, magari associati a formicolii (parestesie), allora potranno essere necessari ulteriori approfondimenti diagnostici (la risonanza magnetica ad esempio).
“Per prevenire eventuali recidive di fastidi e dolori a collo e spalle – prosegue Manca – sarebbe bene praticare alcuni esercizi, magari insegnati personalmente dal fisioterapista, di mobilitazione cauta della cervicale con esercizi di auto stretching della muscolatura paravertebrale per una decina di minuti al giorno. Fare piccoli e dolci movimenti con il collo, appena svegliati, aiuta a ridurre sensibilmente il rischio di una probabile recidiva di cervicalgia. Poi, bisognerebbe fare attenzione alla postura, ricordarsi sempre come si sta seduti e come ci si accomoda davanti a un computer, ad uno smartphone o alla guida di un’automobile. Anche quando si sta a tavola è importante stare rilassati e godersi il pasto senza pensare ai problemi della giornata. A volte anche la tensione e l’ansia possono causare una particolare contrattura dei muscoli del collo“.
Cervicale: combatterla con rimedi naturali e piccoli esercizi
La cervicale o cervicalgia può essere considerata sintomo di disturbi non solo fisici, ma anche emotivi. Spesso essi sono dovuti a fattori concatenati tra loro, che riguardano la nostra sfera sia psicologica che corporea. La cervicale si configura come un dolore localizzato in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle. Può dipendere da colpi di freddo o posture sbagliate, ma anche da stress eccessivo. Se desiderate che i vostri disturbi cervicali, non diventino cronici, provate a modificare giorno per giorno il vostro stile di vita, concedendovi, ad esempio, un approccio più rilassato alle problematiche quotidiane, spesso causa di tensioni emotive che a livello corporeo vanno ad accumularsi proprio nella zona posteriore del collo.
Nel caso i vostri dolori cervicali siano dovuti ad un accidentale colpo di freddo che ha causato la contrattura dei vostri muscoli, potreste provare a contrastarli con la termoterapia. Dedicatevi ad un momento di relax seduti in poltrona ed applicate sul retro del collo un cuscinetto imbottito con semi di ciliegie o chicchi di riso, da riscaldare nel forno o sul termosifone.
La meditazione potrà essere un valido aiuto per tutti coloro che soffrono di cervicale a causa dello stress dovuto all’accumulo dei problemi della vita quotidiana e all’eccessivo peso delle responsabilità, che si riversa sia sulla mente che sul fisico. La meditazione, magari proprio associata agli esercizi per riacquistare la corretta posizione e sciogliere le contratture muscolari saranno un valido aiuto ai dolori cervicali.
Gli oli essenziali sono indicati per sciogliere direttamente le contratture effettuando dei massaggi due o tre volte al giorno diluendo poche gocce, tra i più indicati ci sono l’olio essenziale di lavanda e di rosmarino, piante dalle proprietà rilassanti e defaticanti, conosciute per i loro effetti benefici sull’organismo sin dall’antichità.
Assumere quotidianamente un infuso a base di bacche di rosa canina vi aiuterà ad allentare tutte le tensioni muscolari accusate di provocare il vostro mal di testa da cervicale. Se l’infuso non dovesse essere sufficiente, informatevi sulla possibilità di assumere dell’estratto di rosa canina in gocce. L’estratto di ribes nigrum è efficace per la cervicale grazie alla sua azione antinfiammatoria e antidolorifica per il contenuto in tannini e flavonoidi. Sottoporsi a degli impacchi di fiori di fieno, dalle proprietà miorilassanti, sulla zona della nuca vi potrà essere utile ad alleviare dolori ed infiammazione. Una simile terapia è solitamente abbinata a bagni di vapore, adatti al rilassamento dei muscoli di tutto il corpo, con conseguente rilasciamento delle tensioni.
Dolore cervicale, malessere dovuto all’umidità
Dolori cervicali, bronchiti, giramenti di testa e altri sintomi di malessere generale dovuti all’umidità e al freddo possono essere affrontati, e sconfitti, grazie al sale, un alleato importante che tutti abbiamo in casa. Dobbiamo solo imparare ad utilizzarlo nel modo giusto. Innanzitutto è necessario che il sale sia qualitativamente buono, dunque meglio scegliere sale marino integrale o sale dell’Himalaya. Il vantaggio da questi tipi di sali sta nel fatto che sono ricchi di minerali che vengono poi rilasciati nel nostro organismo con il calore, inoltre, se si fa un impacco, riescono ad assorbire l’umidità in eccesso nel corpo. Il sale caldo è uno di quei classici rimedi antichi utili per curare o alleviare reumatismi, torcicollo, sciatalgie, dolori mestruali, raffreddori, sinusiti, mal di denti, mal d’orecchi, bronchiti e catarro. Il caldo elimina l’umidità dalla zona dolorante e può essere utilizzato persino sui bambini, avendo solo cura che il calore non sia eccessivo.
E’ necessario mettere il sale a scaldare in una padella e attendere che inizi a ‘scoppiettare’. Il sale, pronto per l’uso, dovrà poi essere versato in un sacchetto di stoffa (cotone, lino, canapa o lana) che dovrà poi essere richiuso per bene in maniera tale che il sale bollente non possa uscire. A questo punto l’impacco deve essere posizionato nella zona dolorante o sul patto se si ha tosse o bronchite. Il sale caldo, lo ricordiamo, può essere riscaldato anche nel microonde o nel forno a 70°C per alcuni minuti. Gli impacchi sono riutilizzabili più volte e inoltre, se si confezionano dei cuscinetti anche esteticamente curati, possono diventare della ottime idee regalo.
AVVERTENZE: i tessuti con i quali confezionate i cuscinetti da scaldare in forno devono essere 100% cotone, onde evitare che possano bruciarsi in forno.
CURIOSITA’: al sale possono essere aggiunte delle gocce di essenza per migliorarne l’efficacia. Menta, timo ed eucalipto sono ideali per bronchiti e catarro; lavanda e rosa per la cervicale; biancospino per il mal di testa.
Sbalzi di temperatura e colpi d’aria nemici della cervicalgia
Mal di testa, dolore al collo, scricchiolii nel torcere il collo, crampi, giramenti di testa, nausea, tendenza a perdere l’equilibrio, tachicardia, disturbi dell’udito o nella deglutizione, debolezza agli arti superiori: sono questi alcuni sintomi della cervicale.
Un colpo di freddo può facilmente avere conseguenze dolorose: gli sbalzi termici possono scatenare la cervicalgia, un dolore localizzato alla zona cervicale. Il collo è l’area più esposta, ad esempio, al getto d’aria condizionata: i muscoli si contraggono e si prova dolore. A volte il “torcicollo” o la “cervicale” possono accompagnarsi anche a una forma di cefalea. Le contratture muscolari possono portare a volte capogiri e mal di testa.
Il dolore causato dal freddo è più di natura muscolare che articolare: chi soffre di questa condizione deve prestare attenzione perché il freddo è un’aggravante, il dolore si somma a quelli già esistenti. Sarebbe utile in questi casi coprirsi con una sciarpa, o evitare l’esposizione al getto dell’aria condizionata, o ancora tenere le temperature un po’ più alte. Al limite si può assumere un antiinfiammatorio, effettuare dei massaggi, dello stretching o sedute osteopatiche.
La cervicalgia, uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale
Il collo è attraversato da vasi sanguigni ed elementi del sistema nervoso (l’arteria carotide comune, la vena giugulare, il nervo vago, numerosi muscoli, il primo tratto degli apparati respiratorio e digerente, è sede della tiroide e delle paratiroidi), ha possibilità di escursione molto estese e rappresenta uno dei complessi articolari più delicati del corpo: la cervicalgia non deve quindi essere sottovalutata e quando se ne è afflitti è opportuno rivolgersi al medico per accertarsi della condizione ed escludere la presenza di altre patologie.
E’ uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale: si tratta il più delle volte di un’infiammazione cervicale, che colpisce le vertebre superiori della colonna vertebrale, quelle che sostengono il collo e la testa. Si stima che colpisca in maniera prevalente le donne e rappresenta una delle più diffuse cause di disabilità nel mondo.
Cervicale (cervicalgia): cause e sintomi del dolore al collo
La cervicalgia si presenta come un dolore costante, di entità variabile, localizzato nel rachide cervicale.
Si hanno dolori al movimento, difficoltà di mantenimento del capo, dolori lungo le braccia, alle spalle, mal di testa, vertigini, vomito, senso di offuscamento della vista, ansia, dolori mandibolari, difficoltà di concentrazione.
Il dolore può essere affiancato da sintomi secondari come tensione ed affaticamento muscolare, intorpidimento e formicolio localizzato, brachialgia, debolezza del braccio e della mano.
Cosa sono le vertigini da cervicale: cause, sintomi, diagnosi e cura
Le vertigini da cervicale, di cui soffrono molte persone al mondo, rappresentano un fastidioso disturbo che può essere causato da: colpi di frusta, stiramenti muscolari, contrazioni delle arterie vertebrali nel collo, contrattura dei muscoli della zona occipitale o cervicale alta (provocate, ad esempio, dalla cattiva postura o dal freddo), manipolazioni vertebrali scorrette.
Tra le attività a rischio: sollevamento di oggetti pesanti, trascinamento di pesi, stare seduti per ore al pc, adottare una postura seduta scorretta di giorno o sbagliata a letto di notte (es. senza cuscino).
I sintomi più frequenti sono i seguenti: disorientamento (spesso chi soffre di vertigini da cervicale riferisce di sentirsi sbandare, barcollare); instabilità posturale o sensazione vaga di disequilibrio da fermo ( chi soffre di vertigini da cervicale riferisce di sentirsi ubriaco); sensazione di leggerezza alla testa, offuscamento della vista, nausea, dolori al collo, difficoltà di concentrazione e di lettura, difficoltà a camminare al buio o sulle scale, mal di testa.
La diagnosi di vertigine cervicale è spesso considerata una diagnosi per esclusione. Una storia dettagliata, un esame clinico esauriente, esami di funzionalità vestibolare ed, eventualmente, una valutazione radiologica forniscono le informazioni per la diagnosi. L’esame clinico dovrà includere un esame oculomotore, una valutazione di postura, mobilità attiva e passiva, instabilità (incluso il test del legamento alare), compressione e distrazione della colonna cervicale, un esame segmentale della colonna cervicale, palpazione e analisi del dolore e un esame neurologico.
Il medico può prescrivere i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). La fisioterapia per le vertigini da cervicale è utile e consiste in massoterapia, rieducazione posturale globale, metodo Mckenzie. Quando i trattamenti precedenti non riducono il dolore, si possono eseguire delle sedute di chiropratica o ricorrere all’osteopatia.
Cervicale (cervicalgia): diagnosi del dolore al collo
E’ possibile stabilire la presenza di compressione delle radici nervose o del midollo spinale con una valutazione neurologica. Gli accertamenti vengono poi effettuati con radiografie, per valutare lo stato della colonna vertebrale, TAC o risonanza magnetica per individuare eventuali compressioni del midollo spinale o la presenza di ernie discali.
Cervicale (cervicalgia): come prevenire il dolore al collo
Per prevenire i dolori cervicali è opportuno evitare i colpi d’aria e l’esposizione all’aria condizionata, indossando un foulard, modificare la posizione al pc, con lo schermo orizzontale alla linea degli occhi, limitare l’uso degli smartphone, eseguire ogni giorno esercizi di mobilità e allungamento muscolare.
E’ consigliato sedersi dritti sulla sedia, con i piedi sul pavimento, facendo, di tanto in tanto, brevi pause per alzarsi e sgranchirsi. Attenzione al cuscino (in commercio ne esistono di tanti tipi, per cui va cercato quello adatto alle proprie esigenze, che protegga il collo), mantenendo la curva fisiologica in una posizione neutra (non dormendo in pancia in giù, con la testa girata verso un lato).
Cervicale (cervicalgia): dolore al collo, gli errori più comuni da evitare
Evitate, prima di addormentarvi, di leggere o guardare la tv a letto: evitate di rimanere seduti troppo a lungo nella stessa posizione. Altra cattiva abitudine è quella di guidare col finestrino aperto, bisogna fare attenzione all’aria condizionata e verificare che il poggiatesta non spinga la testa troppo in avanti. Appoggiate entrambe le braccia sul volante per offrire al corpo uno stile di guida simmetrico.
Sono consigliati massaggi dolci, a stretching e allungamenti dolci, attenzione agli sbalzi improvvisi di temperatura, agli sforzi fisici e al sollevamento di carichi pesanti. Coloro che praticano lavori d’ufficio devono collocare il pc di fronte alla loro persona, prestando attenzione alla sedia che deve consentire di stare dritti con la schiena, senza proiettare il collo in avanti.
Se seduti a lungo, è consigliabile fare ogni mezz’ora circa delle pause, alzandosi. Una pessima abitudine che va eliminata? Quella di tenere il cellulare incastrato tra collo e spalle mentre con l’altra mano ci si dedica ad un’altra attività. Ciò comporta un inclinamento innaturale della testa. Ginnastiche distensive possono aiutare a sciogliere le tensioni muscolari, così come il praticare attività fisica per due volte a settimana. Infine, sarebbe meglio evitare di indossare tacchi alti tutte le sere.
Cervicale infiammata: come dormire senza problemi
Il riposo notturno può apportare benefici o, al contrario, peggiorare il dolore.
Quanto alla posizione, evitate quella prona in quanto il collo ruotato per tante ore genera un’eccessiva tensione muscolare. E’ consigliabile dormire di lato o in posizione supina, quindi a pancia in su. E’ preferibile appoggiare sul cuscino testa e collo, fino al livello delle spalle: in questo modo il collo è ben sostenuto e i muscoli possono veramente riposare, non entrando in sofferenza. Quanto al cuscino, è meglio optare per uno che non sia né troppo alto, né troppo basso. Non esiste un cuscino perfetto, in quanto va scelto in base alle proprie esigenze. In commercio ne esistono svariate tipologie: ergonomici, che correggono la postura del collo durante il sonno; a forma di cilindro, termici, elettrici, da viaggio, gonfiabili, da auto, fissabili al poggiatesta. Quanto al materiale, l’ideale sarebbe il memory foam, ma ne esistono in pula di farro, lattice, schiume poliuretanica, viscoelastici, di tipo massaggiante.
Cervicale (cervicalgia): come curare il dolore al collo
Nelle fasi acute spesso si fa ricorso ad analgesici o locali infiltrazioni di cortisone. Se i dolori cervicali compromettono seriamente lo svolgimento delle normali attività quotidiane, è doveroso rivolgersi al fisiatra o all’ortopedico per valutare l’opzione di un intervento chirurgico, con conseguente percorso fisioterapico.
Per approfondire:
Si tenga presente che le informazioni presenti in questa pagina sono di natura generale e a scopo divulgativo e non sostituiscono in nessun caso il parere del medico, il primo punto di riferimento a cui ricorrere per avere informazioni, chiarimenti, e a cui affidarsi per consigli o esami.