L‘aviaria e’ una malattia causata da un virus di tipo A, che colpisce per lo piu’ gli uccelli selvatici che eliminano il virus attraverso le feci e possono anche contagiare uccelli domestici come polli, anatre, tacchini e galline. La pandemia di coronavirus l’ha fatta passare in secondo piano, ma preme alle porte dell’Europa e torna a preoccupare, in prospettiva di un inverno reso difficile dalla circolazione del Covid-19. “I Paesi dell’UE sono sollecitati a intensificare la sorveglianza e le misure di biosicurezza per prevenire, quest’anno, possibili nuove epidemie di influenza aviaria“. Questo l’allarme che compare nell’ultimo aggiornamento relativo alla circolazione di questa malattia tra maggio e agosto 2020, curato dall’Autorita’ europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
“L’aviaria – commenta all’Ansa Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Universita’ degli studi di Milano e autore di un libro sul tema – e’ una minaccia importante dal punto di vista veterinario, passata sottotono negli ultimi tempi ma non da sottovalutare. E’ una malattia ormai endemica, che puo’ avere una capacita’ di diffusione nell’uomo, anche se bassa. C’e’ una variante del virus, il sottotipo H5, che, pur se non e’ riuscito a fare il salto di specie completo, come il coronavirus, ha provocato focolai epidemici tra uomini: l’uomo lo prende dall’animale e in alcuni casi di carica virale piu’ alta puo’ trasmetterlo ai piu’ diretti contatti, come abbiamo visto anche in Italia nel 2017-18″.
