Turismo: un nuovo lockdown brucerebbe 440 mila posti di lavoro: quasi 100 mila imprese rischierebbero il fallimento

"Il numero crescente di disdette di prenotazioni di questi giorni rischia di compromettere ulteriormente il sistema turistico italiano già allo stremo"

Se si decidesse, nell’immediato, per un secondo blocco totale delle attività, il turismo potrebbe perdere, nei soli due mesi finali dell’anno in corso, 13 milioni di arrivi e 35 milioni di presenze con una contrazione della spesa per 4 miliardi di euro. Quasi 100 mila imprese del comparto turistico italiano, inoltre, rischierebbero il fallimento a causa di una ulteriore perdita di solidità finanziaria con una contrazione del fatturato pari a circa 23 miliardi di euro. Una mortalità imprenditoriale che si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro con una perdita di ben 440 mila posti. Segno negativo anche per le casse comunali, con mancati incassi, in soli 60 giorni, di oltre 84 milioni di euro.

È quanto emerge da una stima dell’Istituto Demoskopika sulla base di dati rilevati da alcune fonti quali   Siope, Banca d’Italia, Istat, UnionCamere e Cerved.

«Il numero crescente di disdette di prenotazioni che in questi giorni stanno denunciando moltissimi operatori turistici, anche attraverso le associazioni del comparto, – dichiara il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – rischia di compromettere ulteriormente il sistema turistico italiano già allo stremo a seguito del primo blocco totale delle attività. Un secondo lockdown genererebbe una crescente perdita di solidità finanziaria da parte delle imprese, rendendo sempre più complicata la copertura delle insolvenze e alimentando, di conseguenza, un livello maggiore del rischio di default. Il tutto a danno di migliaia di posti di lavoro che andrebbero in fumo.  Non è più tempo di soluzioni giornaliere. Lo ripeto dallo scorso mese di febbraio. Il Governo – precisa Raffaele Rio – riconosca “lo stato di calamità turistica”, lo stato di crisi e programmi finalmente un Piano di rilancio integrato del comparto turistico includendo anche proposte e risorse delle istituzioni ai vari livelli, a partire dalle Regioni. Un unico pacchetto di provvedimenti che, nell’immediato, contenga misure di azioni di tutela a imprese e lavoratori autonomi della filiera quali, ad esempio, il credito d’imposta, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali o l’istituzione di fondo per la copertura delle insolvenze o dei fallimenti. Nel contempo, – conclude il presidente di Demoskopika – il documento strategico offra anche una visione di ripresa del turismo attraverso misure di incentivazione all’assunzione dei lavoratori, alle strategie di promo-commercializzazione nei mercati internazionali per riposizionare il brand Italia, alle politiche di scontistica dei vettori aerei per rilanciare gli spostamenti dei viaggiatori verso l’Italia».

Flussi turistici: con il blocco totale, contrazione pari a 35 milioni di presenze. Nel solo bimestre novembre-dicembre dell’anno in corso, Demoskopika stima una diminuzione di 13 milioni di arrivi che   ridurrebbero di ben 35 milioni i pernottamenti nel sistema alberghiero ed extra-alberghiero italiano. Analizzando, in particolare, il quadro per singolo sistema turistico regionale emerge che il Veneto, andrebbe incontro ad un taglio delle presenze pari a 5,6 milioni e degli arrivi pari a 1,8 milioni.

A seguire, in valore assoluto, il Lazio con una contrazione pari a 5,4 milioni di presenze e 1,6 milioni di arrivi, la Lombardia con una riduzione pari a 4,3 milioni di presenze e 2 milioni di arrivi, il Trentino- Alto Adige con una riduzione pari a 4,1 milioni di presenze e 1,3 milioni di arrivi, la Toscana con una perdita pari a 3,6 milioni di presenze e poco meno di 1,3 milioni di arrivi. I rimanenti sistemi turistici locali sono inclusi nell’intervallo che va dalle oltre 2 milioni di presenze in meno dell’Emilia-Romagna (-965 mila arrivi) alle 176 mila presenze della Basilicata (-81 mila arrivi) e alle 74 mila presenze del Molise (-25 mila arrivi).

Spesa turistica: stimata sforbiciata per 4 miliardi di euro. Una seconda ondata dell’emergenza coronavirus avrebbe ripercussioni sulla spesa turistica segnando, nell’arco temporale osservato, un calo pari a ben 4 miliardi di euro. L’analisi per livello regionale colloca, in valore assoluto, il sistema turistico del Lazio in testa con un decremento stimato della spesa turistica pari a 692 milioni di euro. Seguono, con sforbiciate rilevanti dei consumi in “viaggi e vacanze”, Veneto con 667 milioni di euro, Lombardia con 573 milioni di euro, Trentino- Alto Adige con 445 milioni di euro e Toscana con 439 milioni di euro. La stima della contrazione del consumo totale di beni e servizi da parte del viaggiatore italiano e straniero (alloggio, pasti, intrattenimenti, souvenir, regali, altri articoli per uso personale ecc.) risulta più che significativa in almeno altre quattro destinazioni regionali: Emilia-Romagna con 211 milioni di euro, Piemonte con 197 milioni di euro, Campania con 182 milioni di euro e Sicilia con 112 milioni di euro.

Scenari economici: quasi 100 mila imprese turistiche rischiano il default. Una nuova chiusura dell’Italia fa rivedere al rialzo le stima di Demoskopika sul possibile default del comparto turistico del Belpaese. Ben 96 mila imprese potrebbero essere costrette a dichiarare il fallimento entro la fine del 2020 con una perdita di 23 miliardi di fatturato. Poco più della metà dei fallimenti (50,4%), pari a oltre 48 mila imprese, sarebbe concentrata nei sistemi a maggiore numerosità imprenditoriale per il comparto turistico italiano: Lombardia con 13,5 mila imprese, Lazio con 10,9 mila imprese, Campania con 9,3 mila imprese, Veneto con 7,3 mila imprese e Emilia-Romagna con 7,2 mila imprese.

Lavoro: 1 addetto su 4 potrebbe restare senza occupazione. La mortalità imprenditoriale si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro. Sarebbero quasi 440 mila, infatti, i posti che andrebbero in fumo come diretta conseguenza dell’uscita definitiva dal mercato di migliaia di imprese nel settore turistico del Belpaese. Oltre 73 mila sarebbe la perdita quantificata nel solo sistema turistico della Lombardia a cui seguirebbero il Veneto (-44 mila addetti), il Lazio (-43 mila addetti), l’Emilia-Romagna (-40 mila addetti) e la Toscana (-34 mila addetti). A seguire, in una fascia di perdita tra i 30 mila e i 20 mila posti di lavoro, la Campania (-30 mila), il Piemonte (-27 mila addetti), la Puglia (-24 mila addetti) e, infine, la Sicilia (-23 mila addetti). Al di sotto di questa soglia si collocano i rimanenti sistemi turistici locali: Trentino-Alto Adige (-18 mila addetti), Liguria (-15 mila addetti), Sardegna (-14 mila addetti), Marche (-12 mila addetti), Abruzzo (-10 mila addetti), Calabria (-9 mila addetti) e Friuli- Venezia Giulia (-9 mila addetti). In coda, infine, per il rischio di perdita di posti di lavoro in valore assoluto, si collocano Umbria (-6 mila addetti), Basilicata (-3 mila addetti), Valle d’Aosta (-2 mila addetti) e Molise (1,6 mila addetti).

Imposta di soggiorno. Mancati incassi comunali per oltre 84 milioni di euro. Il Coronavirus non risparmia le finanze comunali. E, così, nel periodo analizzato, le casse degli enti locali potrebbero subire una significativa sforbiciata dell’imposta di soggiorno pari a poco più di 84 milioni di euro. È quanto emerge dallo studio di Demoskopika che ha elaborato i dati parziali rilevati dal SIOPE, il sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici, nato dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’Istat, che rileva telematicamente gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche.

In particolare, le contrazioni più rilevanti si potrebbero verificare principalmente nei Comuni di quattro realtà regionali: Lazio, Toscana, Campania e Trentino-Alto Adige. Negli enti locali del Lazio, in particolare, con una parte più che rilevante legata a Roma Capitale, si stima una flessione degli incassi quantificabile in 25,6 milioni di euro immediatamente seguiti dai Comuni della Toscana che hanno registrato mancati incassi per 13,2 milioni euro, Campania con un taglio pari a 7,2 milioni di euro e Trentino-Alto Adige con minori entrate per 6,3 milioni di euro.

La contrazione sul turismo italiano nell’ipotesi di un secondo lockdown

Stima periodo Novembre – Dicembre 2020. Valori assoluti negativi in euro

 

Regione Spesa turistica Arrivi Presenze Imposta di soggiorno*
Abruzzo 28.318.970 145.062 310.054                                          98.696
Basilicata 16.955.902 80.573 175.712                                        543.718
Calabria 25.759.182 111.566 294.948                                     1.285.578
Campania 182.029.863 652.929 1.698.865                                     7.170.595
Emilia-Romagna 210.977.472 965.486 2.100.669                                     3.094.165
Friuli-Venezia Giulia 61.124.153 235.363 571.469                                        218.458
Lazio 692.246.857 1.638.966 5.351.427                                   25.621.941
Liguria 83.289.747 308.597 871.186                                     1.977.024
Lombardia 572.791.023 1.995.035 4.288.605                                     4.771.457
Marche 58.273.646 201.917 597.043                                        362.452
Molise 6.120.568 25.212 73.778                                                    –
Piemonte 197.026.071 727.150 1.886.206                                     2.737.294
Puglia 50.066.554 276.326 547.489                                     2.236.064
Sardegna 29.178.389 118.996 339.873                                     5.669.964
Sicilia 112.496.949 462.789 1.190.343                                     2.495.754
Toscana 439.432.729 1.252.530 3.610.609                                   13.203.338
Trentino-Alto Adige 445.009.164 1.345.274 4.143.048                                     6.294.337
Umbria 50.222.207 257.411 516.261                                        470.878
Valle d’Aosta 69.332.309 214.726 573.937                                        431.744
Veneto 666.748.754 1.804.554 5.599.884                                     5.480.136
ITALIA     3.997.400.510       12.820.462       34.741.405                                    84.163.593  

Fonte: Elaborazione Demoskopika su dati Siope, Istat e Banca d’Italia.

*I dati relativi all’imposta di soggiorno del Molise sono assenti in quanto non vigente sul territorio.