La corsa contro il tempo per salvare il bambino di 4 anni caduto in un pozzo in India si è conclusa in tragedia: dopo oltre 100 ore di lavoro, ieri i soccorritori hanno estratto il corpo senza vita del piccolo. Trasferito all’ospedale più vicino, i medici lo hanno dichiarato morto. Il bambino era precipitato nel pozzo a cielo aperto nel villaggio di Niwari, nell’India centrale, il 5 novembre, ed era rimasto bloccato a 18 metri di profondità.
Il Governatore del Madhya Pradesh aveva inviato sul posto anche l’esercito, oltre al National Disaster Response Force e allo State Disaster Response Force, i due corpi della Protezione Civile indiana: i soccorritori hanno scavato un pozzo verticale parallelo a quello in cui il bambino era caduto. Arrivati all’altezza di 18 metri, per raggiungerlo, hanno scavato una galleria orizzontale.
I pozzi realizzati nei villaggi rurali indiani, sono l’unico modo per ottenere l’acqua, in assenza di un sistema di distribuzione idrico: spesso vengono senza protezione, e per tale motivo ogni anno in India si verificano decine di incidenti mortali di questo tipo.
