Coronavirus, Ocse: la Germania leader per numero di tamponi giornalieri, ne fa 6 volte più dell’Italia

L'Ocse definisce il coronavirus come la "più grave pandemia degli ultimi cento anni. La crisi di salute pubblica ha causato una crisi economica importante"

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Il notevole impatto del Covid-19 sulla società e l’economia ha bruscamente riportato la salute pubblica tra le principali priorità politiche” del mondo contemporaneo: lo afferma l’Ocse, nella sintesi del rapporto ‘Health at a Glance2020, presentato oggi a Parigi. Per l’Ocse, la pandemia ha “messo in evidenza la necessità di considerare la resilienza dei sistemi sanitari come una dimensione altrettanto importante della loro performance, l’accessibilità, la qualità delle cure e l’efficacia“.
L’Ocse definisce il coronavirus come la “più grave pandemia degli ultimi cento anni. La crisi di salute pubblica ha causato una crisi economica importante, che avrà gravi conseguenze sul benessere degli individui e della società, sia oggi sia in futuro“.
Il coronavirus, prosegue l’Ocse, ha inoltre rivelato “fragilità latenti dei sistemi sanitari che esistevano prima dell’epidemia“. Alla fine del mese di ottobre 2020, “oltre 7 milioni di persone sono state contaminate e 220.000 persone sono morte a causa del Covid nei Paesi dell’Ue, in Islanda, in Norvegia, in Svizzera e nel Regno Uniti. Nel corso della prima ondata della pandemia, il virus ha colpito, in modo particolare, un certo numero di Paesi dell’Europa occidentale, in particolare, il Belgio, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi, la Spagna, il Regno Unito come anche la Svezia“.

Secondo l’Ocse, la Germania è leader tra i paesi Ocse per numero di tamponi giornalieri eseguiti: ogni 100mila abitanti ne ha fatti ben 434, sei volte di più rispetto ai 72 effettuati dall’Italia, rileva il Rapporto “Health at Glance” pubblicato oggi.
La Francia ha riportato un numero ancora più basso dell’Italia – 48 tamponi ogni 100mila persone- e si colloca nell’area dei paesi tutti con meno di 50 test (in particolare Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania e Svizzera).
Il risultato tedesco è doppio rispetto a quello riportato dal gruppo di paesi che figurano al secondo posto della classifica, tutti tra i 200 e i 250 test giornalieri: si tratta di Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Lituania, Spagna e Malta

Il Regno Unito è la ‘maglia nera’ tra i Paesi Ocse per numero di decessi segnalati da Covid-19: al 31 ottobre 2020 le vittime sono state oltre 46.555. Subito dietro si collocano l’Italia, con 38.618 morti e, poco distanziata, la Francia (36.788 vittime). Segue la Spagna, con un numero di segnalazioni di 35.878.
Adeguando le dimensioni della popolazione, il Belgio ha registrato oltre 1.000 decessi Covid-19 per milione di persone; seguono Spagna, Regno Unito, Italia, Svezia e Francia, tutti con oltre 500 morti per milione di persone. Durante la prima ondata, per questi paesi i decessi giornalieri di Covid-19 hanno raggiunto il picco all’inizio di aprile, poi sono diminuiti gradualmente da maggio a luglio, e da fine agosto hanno iniziato ad aumentare di nuovo.

In 22 Paesi europei le morti per Covid-19 per milione di persone di età superiore a 60 anni sono state in media 3,7 volte di più rispetto a quelle della popolazione nel suo complesso, secondo il Rapporto “Health at a Glance”, pubblicato oggi dall’Ocse. In quasi tutti questi Paesi, il 90% o più delle morti da Covid-19 è avvenuta tra le persone over 60; con i malati di 80 anni e oltre che rappresentano circa la metà di tutti i decessi di Covid-19.
Il Regno Unito, l’Italia, la Spagna e la Francia hanno riportato più di 17.000 decessi tra quelli di 60 anni e oltre (a partire da metà settembre). Considerando la dimensione della popolazione, il tasso di mortalità tra le persone di età compresa tra i 60 e i 65 anni e oltre ha superato i 3.000 decessi per milione di persone nel Regno Unito (Inghilterra e Galles) e in Belgio, e oltre 1.000 decessi per milione di persone in Irlanda, Svezia, Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi.
I tassi di mortalità sono stati ancora più elevati tra le persone di età pari o superiore agli 80 anni, raggiungendo oltre 10.000 decessi segnalati per milione di persone in questa fascia d’età nel Regno Unito (Inghilterra e Galles), in Belgio e in Irlanda.

Al di fuori dell’Europa, la Corea del Sud è un buon esempio di un paese che è riuscito a controllare l’epidemia da Covid-19 attraverso misure rapide, efficaci e mirate, riuscendo così ad evitare il blocco totale delle attività. La Nuova Zelanda è stato un altro esempio di successo,” spiega l’Ocse nel Rapporto “Health at Glance”. Tra gli stati europei spiccano, fino a ottobre 2020, la Finlandia, la Norvegia e l’Estonia: “Sono stati in grado di contenere meglio la diffusione del virus e di mitigarne le conseguenze economiche, in parte grazie a fattori geografici favorevoli (minore densità della popolazione), ma anche per la tempestiva attuazione di misure di contenimento mirate, e per la forte fiducia e il rispetto di tali misure da parte delle loro popolazioni.”