Il misterioso anello blu di luce ultravioletta che la circonda affascina gli astronomi da anni: la Nebulosa Blue Ring è ora al centro di una nuova teoria, secondo cui potrebbe aver avuto origine dalla fusione di due stelle.
Gli scienziati del California Institute of Technology, dell’Università della California e della Columbia University, sono giunti a questa conclusione dopo avere analizzato i dati raccolti da uno strumento di ricerca dei pianeti sul telescopio Hobby-Eberly in Texas: i risultati sono stati pubblicati su Nature.
La Nebulosa, che ospita una stella al suo centro, TYC 2597-735-1, è collocata a oltre 6mila anni luce dalla Terra, nella costellazione di Ercole: è stata scoperta grazie alla missione NASA Galaxy Evolution Explorer (GALEX): l’anello ha suscitato la curiosità degli scienziati soprattutto perché è composto da due regioni che si muovono in direzioni opposte a una velocità di circa 400 km/s.
“Anche la stella era piuttosto ambivalente, da un lato, l’assenza di combustibile suggeriva che si trattasse di un oggetto antico, ma dall’altro la luce infrarossa emessa sembrava tipica di una stella giovane,” ha precisato Chris Martin del California Institute of Technology.
“La nostra ipotesi è che una stella simile al Sole, una volta esaurito il combustibile a idrogeno, potrebbe aver sottratto parte del materiale esterno a una stella più piccola nello stesso sistema, il che potrebbe aver portato alla fusione, producendo un’esplosione e canalizzando il materiale in due coni di detriti, uno diretto verso la Terra, l’altro in direzione opposta,” ha affermato Ken Shen dell’Università della California.
“Si tratta di un fenomeno davvero unico: questa scoperta potrebbe aiutare gli astronomi a comprendere meglio la transizione da una coppia di stelle fuse alle strutture atipiche che osserviamo a distanza di milioni di anni,” ha concluso Mark Seibert della Carnegie Institution for Science.
Risolto il mistero della Nebulosa Blue Ring: potrebbe aver avuto origine dalla fusione di due stelle
"Questa scoperta potrebbe aiutare gli astronomi a comprendere meglio la transizione da una coppia di stelle fuse alle strutture atipiche che osserviamo a distanza di milioni di anni"