Il grande radiotelescopio di Arecibo, sull’isola di Porto Rico, è crollato: la US National Science Foundation (NSF) ha riferito che la piattaforma dello strumento da 900 tonnellate è collassata, poche settimane dopo che i funzionari locali ne avevano annunciato la demolizione per ragioni di sicurezza, a seguito di danni al sistema di supporto.
Il telescopio aveva già subito gravi danni ad agosto, quando un cavo di acciaio si era staccato, e poi nuovamente all’inizio di novembre, con la rottura di un altro cavo di sostegno.
“Nessuno si è fatto male“, ha rassicurato la National Science Foundation.
Crollato l’iconico radiotelescopio di Arecibo: la fine di un’era

Inaugurato nel 1963 come il più grande telescopio del mondo, è stato utilizzato in diverse iniziative, tra cui il programma SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence). Nel 1964, Arecibo ha svolto un ruolo cruciale nella ricerca per ricalcolare il tempo di rotazione di Mercurio, abbassando di 29 giorni la precedente erronea misura, e successivamente per la scoperta delle stelle di neutroni. Nel 1989 ha reso possibile possibile ottenere la prima immagine radar di un asteroide (quella di 4769 Castalia) e di intuire l’esistenza di pianeti esterni al nostro sistema solare. Nel 1974 la sua antenna è stata utilizzata per inviare il famoso “messaggio di Arecibo”, verso l’Ammasso globulare di Ercole, un sistema composto da circa mezzo milione di stelle a circa 25mila anni luce da noi. Il messaggio radio, ideato da Frank Drake (padre della ricerca di vita extra-terreste e del del progetto SETI) con rappresentazioni del Sistema Solare, della molecola di DNA, di un essere umano e dello stesso radiotelescopio, è ancora in viaggio: nel caso venisse ricevuto da qualcuno, potremmo ricevere una risposta tra 50mila anni.
