L’austriaco Josef Aschbacher, attuale direttore dei programmi di osservazione della Terra e dello stabilimento ESA-Esrin di Frascati, sarà il nuovo direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) dal luglio 2021. In un’intervista ad askanews ha parlato delle missioni Artemis sulla Luna, di Exomars 2022 e della volontà di dare all’Europa un ruolo più centrale nel campo della ricerca aerospaziale.
“Vorrei che non solo l’ESA ma lo spazio e l’Europa facessero un grande passo avanti – ha detto Aschbacher- dobbiamo riflettere su dove siamo nei confronti di America e Cina perché l’Europa come regione ha un potere molto grande rispetto a Stati Uniti e Cina e anche la posizione dell’Europa nella mappa politica è importante, però nello spazio non abbiamo gli stessi investimenti o le stesse attività di Stati Uniti e Cina e questo vorrei affrontarlo ad alto livello con la Commissione europea e gli Stati membri (dell’ESA, ndr) per vedere dove l’Europa vuole arrivare e mettere a posto i passi necessari per aumentare l’attività spaziale in Europa”.

“La space economy – ha aggiunto il nuovo Dg dell’ESA – è un nuovo paradigma che esiste nel settore spazio, è importantissimo e sarà sempre più importante nei prossimi anni. Vediamo cosa sta succedendo negli Stati Uniti con SpaceX, Starlink, Amazon e altre iniziative spinte dall’economia privata o commerciale. È una cosa che esiste anche in Europa ma non è allo stesso livello dell’America; per questo vorrei spingere per introdurre di più il settore commerciale nello spazio lavorando con le agenzia pubbliche come l’ASI, l’ESA e altri per creare una ‘boundary condition’, come si dice un inglese, in cui l’industria può sfruttare e sviluppare i propri progetti e fare soldi con lo spazio”. Quello Aerospaziale è un settore in cui l’Italia detiene da sempre una posizione di leadership sia economica che industriale e l’Italia è un Paese che il nuovo Dg dell’ESA conosce bene, vivendoci da 17 anni. “Mi sento tanto italiano – ha concluso Josef Aschbacher – amo il Paese, la gente, amo tutti gli italiani. Dicono che mi sono ‘italianizzato’ e veramente mi trovo molto bene. Per questo il cuore rimane qui sempre, lo spirito italiano rimane dentro di me e porterò un po’ di Italia con me a Parigi quando diventerò direttore generale”.